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Italia: Migliorano le prospettive per il PIL

Italia PIL

La produzione industriale è rimbalzata assai più del previsto a gennaio. Il dato non va sopravvalutato, ma segnala che è ora possibile che il PIL eviti la terza flessione consecutiva nel trimestre corrente…….

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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


La nostra nuova stima sul PIL italiano è 0,2% per l’anno in corso.

La produzione industriale è balzata a sorpresa di +1,7% m/m a gennaio. È il primo aumento dopo 4 mesi di calo. La nostra stima era per una ripresa superiore al consenso, ma il dato è andato oltre ogni più rosea previsione.

La tendenza annua dell’output, sia pure in recupero, resta in territorio negativo, a -0,8% (corretto per gli effetti di calendario), da -5,5% di dicembre (che rappresentava un minimo da sei anni).

Il rimbalzo su base congiunturale è dovuto, oltre che all’energia (+6,4% m/m), ai beni di consumo (+2,4% m/m), soprattutto non durevoli. Poco più che variati i beni capitali (+0,3% m/m). Ciò conferma come in questa fase la tenuta del ciclo sia legata soprattutto ai consumi delle famiglie, mentre non vi sono almeno per ora segnali di ripartenza del ciclo degli investimenti delle imprese.

L’andamento per settore mostra tra l’altro un forte calo di farmaceutici (-3,6% m/m, -10,5% a/a) e mezzi di trasporto (-1,6% m/m, -3,9% a/a), non a caso fra i comparti più orientati all’export e che maggiormente avevano trainato la fase espansiva degli anni scorsi.

Il dato non va sopravvalutato, perché le variazioni congiunturali di gennaio sono assai volatili in quanto condizionate dai processi di aggiustamento stagionale, e perciò spesso soggette a revisioni e seguite da variazioni di segno opposto a gennaio (gennaio 2016: +3,9% m/m; 2017: -2,1% m/m; 2018: -2,8% m/m). Inoltre, la tendenza delle indagini di fiducia, almeno nel manifatturiero, non mostra per ora segnali di ripartenza (dato l’indebolimento in corso del commercio mondiale).

In ogni caso, il dato sposta le prospettive per il 1° trimestre, in quanto la produzione è ora in rotta per una crescita di 0,7% t/t. A nostro avviso, dato che è assai probabile una correzione a febbraio, l’aumento sarà di entità inferiore. Tuttavia, sarebbe il primo incremento dell’output nell’industria da fine 2017.

Mentre fino all’ottava scorsa i dati congiunturali evidenziavano pressoché tutti univocamente un indebolimento dell’attività economica, gli indicatori diffusi questa settimana (recupero del PMI servizi a febbraio, revisione del PIL 4° trimestre 2018 e forte rimbalzo della produzione industriale a gennaio) segnalano che è ora possibile che il PIL eviti un’altra flessione nel trimestre corrente. Sulla stima c’è ancora incertezza visto che i dati sinora disponibili riguardano solo l’inizio del trimestre, ma l’intervallo di previsione è ora 0-0,1% t/t.

Nel caso in cui il PIL eviti una contrazione a inizio anno, la media 2019 potrebbe risultare non negativa o nulla come ci si poteva attendere sino a poco tempo fa.

In altri termini, la stima più recente, tra quella dei principali previsori ufficiali (-0,2%, comunicata dall’OCSE solo qualche giorno fa), potrebbe rivelarsi eccessivamente pessimistica.

La nostra nuova stima sul PIL italiano è 0,2% per l’anno in corso e 0,7% per il 2020.

Fonte: BONDWorld.it

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