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Italia: si rafforzano i segnali di ripresa

Italia: La tornata di indagini di fiducia Istat di maggio è molto più forte delle attese: si stanno creando le condizioni per un rimbalzo del PIL dell’ordine di un punto percentuale nel trimestre in corso, e potenzialmente anche molto più ampio nei mesi estivi.

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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


I dati sulla fiducia di famiglie e imprese comunicati dall’Istat e relativi al mese di maggio sono stati decisamente migliori del previsto: tutti i principali indicatori hanno mostrato un miglioramento rispetto al mese precedente (particolarmente ampio per la fiducia delle aziende nel settore dei servizi), in sostanza tornando ai livelli pre-Covid o raggiungendo massimi pluriennali nel caso del manifatturiero o (ancor più) delle costruzioni. La principale ragione è da ricercarsi nell’allentamento delle restrizioni anti-Covid, che (sulla base degli indici di mobilità) in media nel mese di maggio è sceso ai minimi da ottobre, ed è atteso ridursi ulteriormente nelle prossime settimane.

La fiducia dei consumatori è salita per il secondo mese a maggio, accelerando decisamente a 110,6 da 102,3 del mese scorso. Il dato è più forte delle attese (che si posizionavano a 104) e porta l’indice ai massimi da gennaio dell’anno scorso. Il miglioramento è trainato dalle aspettative e dal clima economico nazionale, mentre i giudizi sulla situazione corrente e la situazione personale degli intervistati hanno mostrato un recupero significativo ma meno spettacolare. Un segnale incoraggiante (visto che il mercato del lavoro è una variabile ritardata del ciclo) è anche il deciso calo delle preoccupazioni delle famiglie sulla disoccupazione, scese ai minimi post-Covid. I consumatori segnalano anche maggiori opportunità di acquisto di beni durevoli.

L’indice composito Istat sulla fiducia delle imprese è aumentato per il sesto mese consecutivo, accelerando a 106,7 da un precedente 97,9 (rivisto da 97,3 della prima stima): per trovare un valore più elevato occorre ritornare al 2017. Tutti i principali macrosettori hanno registrato un miglioramento, particolarmente forte per i servizi (da 87,6 a 98,4, un record dallo scoppio del Covid, molto vicino al 98,8 di febbraio 2020). Il livello del morale è massimo nell’edilizia (153,9, nuovo massimo da ottobre del 2001).

Nel settore manifatturiero, la fiducia delle imprese è salita più del previsto a 110,2 da 106 di aprile (rivisto da una stima preliminare a 105,4): si tratta di un nuovo record da novembre del 2017. Sono migliorate tutte le componenti principali dell’indagine, in particolare le aspettative su ordini, produzione, economia, occupazione e prezzi di vendita. I giudizi sulle scorte di magazzino sono calati a un minimo da febbraio del 2014 (si tratta di un segnale prospettico positivo per la produzione futura).

In sintesi, la tornata di indagini di fiducia di maggio è stata decisamente migliore del previsto, e il recupero del morale di famiglie e aziende potrebbe continuare a giugno-luglio sulla scia dell’ulteriore allentamento delle restrizioni anti-Covid previsto dall’attuale road-map sulle riaperture (che potrebbe essere rafforzata nelle prossime settimane). Tenuto conto dell’intensificarsi della campagna vaccinale, ormai vicina agli obiettivi previsti dal Piano vaccinale nazionale, il rischio che il processo possa invertirsi appare contenuto almeno nel breve termine.

Gli sviluppi recenti ci sembrano coerenti con la nostra stima di un rimbalzo del PIL dell’ordine di un punto percentuale nel trimestre in corso. Soprattutto, si stanno creando le condizioni per vedere un’accelerazione potenzialmente anche molto ampia nel trimestre estivo, quando l’effetto-riaperture (nel confronto con i tre mesi precedenti) sarà massimo. Nel complesso, stanno emergendo rischi al rialzo (per ora di entità moderata) sulla nostra attuale previsione sul PIL 2021 (che per il momento si attesta al 3,7%). La svolta per l’economia appare già in corso.

Fonte : BondWorld.it

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