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J.P. Morgan AM Bond Bulletin – Sotto osservazione nel 2019

J.P. Morgan AM obbligazioni

Dopo un periodo difficile per i rendimenti nel 2018, osserviamo cinque fattori che potrebbero caratterizzare i mercati in questo anno potenzialmente ancora volatile…..

A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management


Fondamentali

Un’incognita chiave per gli investitori nel 2019 è la possibilità che la Federal Reserve (Fed) compia un errore nella sua politica.

Nonostante il rialzo dei tassi di dicembre, il quarto dell’anno, fosse in linea sia con le indicazioni prospettiche che con le aspettative di mercato, i listini globali hanno reagito negativamente, a indicare che oggi gli investitori temono un inasprimento eccessivo.

Alle giuste condizioni, pensiamo che la Fed troverà la forza di compiere due ulteriori rialzi nel 2019, anche se siamo meno convinti di questa possibilità rispetto al passato e le tempistiche sono incerte.

Il percorso dei tassi della Fed è uno dei cinque fattori che secondo noi plasmeranno i mercati quest’anno, e questo dipende a sua volta dagli altri quattro, in particolare l’esito del dialogo commerciale tra Stati Uniti e Cina, che pesa sull’attività globale; la forza della domanda di petrolio; gli sviluppi politici, tra cui Italia, Brexit e la situazione di impasse del Congresso statunitense; e l’impatto di un ridotto stimolo fiscale negli Stati Uniti come conseguenza dello stallo del governo.

Siamo ragionevolmente certi che una mancata risoluzione alle incertezze del momento peserà sui mercati e impedirà alla Fed di applicare ulteriori strette.

Ciò che resta poco chiaro è la probabilità di sviluppi positivi e quanto potranno stimolare l’economia globale, consentendo alla Fed di esercitare il proprio mandato.

Valutazioni quantitative

Le parole rassicuranti di inizio mese del presidente della Fed, Jerome Powell, sono servite a invertire buona parte della sottoperformance di dicembre.

Al 9 gennaio gli attivi più rischiosi segnavano un deciso rialzo, con l’High Yield statunitense in ripresa del 3,14% da inizio anno e un recupero dopo le perdite di dicembre.

I rendimenti dei Treasury hanno di conseguenza ripreso a salire, dal minimo del 2,56% del 3 dicembre 2018 al 2,71% del 9 gennaio.

Anche le aspettative sui tassi hanno subìto drastiche modifiche. Il 3 gennaio il mercato scontava 44 punti base (pb) di tagli dei tassi tra ora e la fine del 2020; al 9 gennaio il mercato si aspetta tagli per 12 pb, anche se pensiamo che questo sottovaluti la possibilità di ulteriori rialzi quest’anno, in attesa di sviluppi positivi per le condizioni sopraccitate.

Fattori tecnici

Un elemento tecnico chiave per i mercati obbligazionari sono le dinamiche di domanda e offerta per i Treasury statunitensi.

Sul fronte dell’offerta si prevede un’ondata di emissioni per finanziare un deficit di bilancio degli Stati Uniti più elevato.

Tuttavia, questo potenziale ostacolo è già stato digerito dai mercati e l’esito delle elezioni di metà mandato dello scorso anno rende quasi impossibile un ulteriore stimolo fiscale.

Sul fronte della domanda la Federal Reserve ha concluso il suo programma di quantitative easing e sta riducendo attivamente il proprio bilancio.

Tuttavia, l’impatto potrebbe essere attutito dalla recente indicazione di Powell che la Fed sarebbe pronta a interrompere il suo ridimensionamento del bilancio qualora le condizioni lo impongano.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Considerando gli ostacoli che si prospettano all’orizzonte, ci sembra troppo presto per pensare che la ripresa dell’anno nuovo sia foriera di solidi rendimenti nel 2019.

Registriamo un certo ottimismo, ma manteniamo un approccio prudente.

Gli osservatori del mercato terranno d’occhio l’esito delle dispute commerciali, delle preoccupazioni politiche e della riduzione dello stimolo fiscale negli Stati Uniti.

Altrettanto vigile sarà la Fed, che non si affida più al pilota automatico ma ha fatto molto per dimostrate la pazienza e la flessibilità necessarie per districarsi nell’incerto contesto economico.

Fonte: BONDWorld.it

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