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JCI: Gli operatori danno quasi per certo ormai che la Banca Centrale Europea sia pronta ad avviare un programma di acquisto su larga scala di titoli di stato

Nonostante vari interventi di disturbo intervenuti nel corso dell’ultimo mese (elezioni presidenziali in Grecia, calo del prezzo dell’oil) i rendimenti dei titoli governativi europei hanno continuato a scendere, sia nei paesi core che in quelli periferici…


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Il tratto lungo della curva italiana e spagnola in particolare hanno condotto verso nuovi minimi di tutti i tempi con il trentennale spagnolo a 3,10% e quello italiano a 3,30%. Il fenomeno dunque della volatilità greca è rimasto confinato localmente e non ha intaccato, se non per poche sedute e in misura limitata, il sentiero di ribasso dei tassi.

Per il trentennale italiano in particolare ci sembra di poter delineare interessanti obiettivi in area 2,75% nell’arco dei prossimi 1-2 mesi, dopo di che si potrebbe anche assistere ad una correzione rialzista. Anche per quello spagnolo, assumendo l’ipotesi che possa mantenersi costante uno spread di circa 20/25 punti base, ipotizziamo che si possa realizzare un obiettivo di calo in direzione di 2,5%. Per quanto riguarda invece lo scenario sul mercato americano riteniamo che il movimento di calo intrapreso sia dai titoli a breve sia dai titoli a lunga, sia completamente disarmonico rispetto alle previsioni del comitato Fomc. Il titolo a due anni Usa, che scade nel 2016 esprime infatti rendimenti intorno all’area 0,55 mentre le previsioni sui fed funds del comitato della banca centrale Usa si collocano comunque tra il 2,5% ed il 3%, un valore obiettivamente troppo distante dai valori attuali, pur ipotizzando che comunque la salita dei tassi avvenga nel modo più lento e graduale possibile.

Lo scenario di crescita americana unito al parallelo sentiero di crescita dei tassi per l’avvio della politica monetaria rialzista probabilmente nel secondo trimestre del prossimo anno suggeriscono a nostro avviso di non effettuare acquisti di bonds Usa sui livelli attuali, ipotizzando invece di realizzare eventuali operazioni di flattening di curva, poiché risulta a nostro avviso alquanto probabile che gli effetti sulle scadenze brevi saranno maggiori di quelli sulle scadenze più lunghe. Per quanto riguarda invece la volatilità che sta interessando i bonds greci riteniamo che la volatilità possa caratterizzare i movimenti almeno sino alla fine dell’anno. Saremmo dell’idea di prendere in considerazione l’ipotesi che il titolo emesso a luglio, possa rappresentare un’opportunità per un investimento molto contenuto all’interno del proprio portafoglio.

Fonte:  JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management BONDWorld.it

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