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JCI: Outlook della settimana. E’ solo maltempo?

Come anticipato settimana scorsa la capacità del mercato di scrollarsi di dosso le notizie negative e ripartire è stato un buon viatico per il brillante recupero dei corsi azionari. A questo punto, le perdite di fine gennaio sono quasi del tutto recuperate e in alcuni casi addirittura sono…

stati segnati nuovi massimi. In Italia poi, è arrivato il carburante aggiuntivo fornito dall’accelerazione politica di Renzi. E’ molto difficile prevedere se siamo veramente di fronte ad un punto di svolta significativo nell’azione politica del nostro paese, ma intanto ci portiamo a casa la reazione emotiva. Ora però, a costo di essere dei pompieri indesiderati, vorremmo tornare a consigliare cautela. I dati economici americani sono stati davvero deludenti ultimamente e il mercato sta troppo ottimisticamente liquidando qualsiasi notizia negativa come effetto del maltempo. Il rischio è che tra qualche settimana ci si renda conto che in ogni caso il 2014 non è così spumeggiante come tanti si aspettavano ad inizio anno. A questo possiamo aggiungere che prima o poi il rallentamento delle economie emergenti inizierà a pesare maggiormente sul livello di crescita globale, che l’esperimento giapponese sembra non essere tutto rose e fiori (vedi il dato GDP uscito stanotte), che le ‘mani legate’ dell’ECB non possono essere più di tanto di aiuto nel consolidare i buoni segnali di ripresa che sono giunti nelle ultime settimane  da parte della periferia europea (Portogallo, Spagna e Irlanda). Forse il mercato azionario sta vedendo un po’ troppo il bicchiere mezzo pieno. I tassi US sembrano ben meno convinti: il 10 anni americano è a 2.75%, ben lontano dall’area 2.95%-3.00% che aveva raggiunto prima dell’inizio della correzione azionaria. Un potenziale campanello d’allarme. Sarà interessante vedere come si comporta l’S&P500, il più seguito degli indici azionari, ora che è tornato vicino ai massimi ‘all-time’ di 1850. Siamo propensi a credere che la rottura del range 1750-1850 per salire con decisione verso nuovi massimi non sia per ora molto probabile.
Dati macro. US: indice di attività Empire State e indice prezzi delle case NAHB (martedì), CPI, indice PMI Markit e Philly Fed (giovedì), vendite di case esistenti (venerdì). EuroZona: bilancia dei pagamenti e indice Zew tedesco (martedì), prima lettura PMIs manifatturieri e servizi (giovedì). Cina: PMI manifatturiero (giovedì). Altro: CPI svedese ed inglese (martedì), occupazione inglese (mercoledì), bilancia commerciale giapponese (giovedì), vendite al dettaglio inglesi, CPI e vendite al dettaglio canadese (venerdì).
Trimestrali. Con il reporting US ormai alle spalle, è l’Europa ad occupare il palcoscenico. Da segnalare: BHP Billiton (martedì), Crédit Agricole e Peugeot (mercoledì), Air France, Danone, Henkel e Volvo (giovedì).
Banche centrali. Le minute dell’ultimo FOMC (mercoledì) difficilmente muoveranno il mercato dopo la recente audizione della Yellen al Congresso che ha fornito informazioni più recenti sul pensiero della Federal Reserve. Tutte martedì le riunioni di banche centrali. In Turchia (10.00%) e Giappone (0.10%)  i tassi dovrebbero rimanere invariati. Probabile invece un taglio in Ungheria (da 2.85% a 2.75%) e Cile (da 4.50% a 4.25%).

Fonte : JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management

 

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