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JCI Outlook della settimana – Molto rumore per nulla?

Le decisioni della Fed riguardante il ‘tapering’ rimangono l’argomento preferito del mercato a torto (secondo noi) o a ragione. In ogni caso nelle ultime settimane il FOMC di mercoledì è diventato un evento maggiormente in grado di generare volatilità.….


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di breve se non altro perché il suo esito è diventato più incerto: una non-riduzione degli acquisti di titoli rimane l’evento più probabile ma a questo punto non di molto. A nostro avviso però, mentre l’impatto sulla parte a lunga della curva americana sarà relativamente binario (‘no tapering’ bond su e viceversa),  su risky asset e dollaro la direzionalità rischia di essere molto più incerta.

E’ quasi certo che l’eventuale annuncio della famigerata riduzione del QE verrà accompagnato (ammorbidito) con un tentativo importante di rafforzare la ‘forward guidance’ da parte della Federal Reserve. Gli strumenti discussi, da analisti o dal comitato stesso della Fed, sono molto vari e non esclusivi: abbassare la soglia di tasso di disoccupazione alla quale è consentito cominciare a pensare a rialzi dei tassi (per ora formalmente fissata a un non distante 6.5%), aumentare la tolleranza con cui questa soglia potrebbe entrare funzione, inserire una soglia di inflazione minima sotto la quale non si alzerebbero comunque i tassi (1.5% ?), abbassare dagli attuali 0.25% gli interessi pagati sulle riserve in eccesso che le banche detengono presso la Fed.

Con tutte queste variabili è molto probabile che la giornata di giovedì rischia di dover venire dedicata alla lettura massiccia delle più dettagliate esegesi di quanto proferito in via scritta od orale la sera precedente dai nostri oracoli-banchieri centrali.

La sostanza rimane comunque che il destino di azionario, obbligazionario e dollaro saranno maggiormente condizionate nei prossimi mesi dai dati economici e meno da Yellen e soci che, salvo smentite, sembrano aver tracciato un sentiero meno volatile con ‘tapering’ da iniziare e completare nel 2014 ma tassi che rimarranno comunque molto bassi per 2014, 2015 e probabilmente anche 2016.

Dati macro. La settimana ci accompagna verso il Natale con un’agenda abbastanza intensa. US: martedì il dato più importante, il CPI (secondo alcuni potrebbe ancora condizionare il FOMC di mercoledì) accompagnato dall’indice immobiliare NAHB; a seguire i permessi abitativi (mercoledì), l’indice di attività Philly Fed e la vendita di case esistenti (giovedì), la seconda lettura del GDP Q3 (venerdì). Europa: CPI per EuroZona e UK (martedì), indice tedesco IFO e disoccupazione UK (mercoledì), bilancia commerciale svizzera e vendite al dettaglio UK (giovedì), crescita GDP UK (venerdì). Altro: crescita GDP neozelandese (giovedì), disoccupazione norvegese e CPI canadese (venerdì).

Banche centrali. Palcoscenico tutto per il FOMC di chiusura del 2013: mercoledì sera menù completo con comunicato, proiezioni economiche e Q&A, probabilmente l’ultimo, di Bernanke. In questa settimana verranno anche pubblicate le minute delle ultime riunioni di Reserve Bank of Australia (martedì) e Bank of England (mercoledì). I tassi verranno con ogni probabilità ritoccati in Ungheria (da 3.20% a 3.00%, martedì) e forse in Svezia (da 1.00% a 0.75%, martedì) e in India (da 7.75% a 8.00%, mercoledì). Le altre riunioni non dovrebbero partorire cambiamenti: Repubblica Ceca (0.05%, martedì), Turchia (4.50%, martedì), Giappone (0.10%, venerdì) e Colombia (3.25%, venerdì).

 

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