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JCI: Panoramica sui Btp a tasso fisso e indicizzati all’inflazione dopo il rialzo da inizio anno

ITALIA DUOMO 2

Un inizio di anno interessante per i governativi periferici, con il decennale italiano che si sta mantenendo da lungo tempo al di sotto della soglia critica del 4%, passando dal 4.10% di rendimento di fine 2013 all’attuale area 3.60%. …


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Il seguente grafico riporta il movimento seguito dai titoli del debito italiano a due, cinque, dieci e trent’anni, evidenziando il trend discendente che accomuna tutte le emissioni dall’inizio dell’anno:


Fonte: Bloomberg. Btp 2, 5, 10 e 30 anni da inizio anno.
Diventa a questo punto interessante per l’investitore capire come trattare le emissioni governative possedute in portafoglio, e per questo intendiamo fare una panoramica completa sulla convenienza relativa delle emissioni italiane, a tasso fisso ed indicizzate all’inflazione, italiana ed europea, riportando nelle seguenti tabelle il rendimento a scadenza che, nel caso dei titoli indicizzati all’inflazione risulta essere un “rendimento stimato” poiché varia a seconda di quella che sarà l’inflazione al momento della scadenza. Per i titoli indicizzati all’inflazione il rendimento a scadenza è calcolato considerando costante il tasso di inflazione, italiana ed europea, ad esclusione del tabacco. Il rendimento SWIL è calcolato invece sulla base delle previsioni di inflazione media futura del mercato degli inflation swap. Attualmente ricordiamo che il trend seguito dall’inflazione descrive una tendenza discendente che alimenta timori di deflazione sia in Europa che in Italia. L’ultimo dato della variazione dell’inflazione italiana (ex tobacco) è quello relativo al mese di gennaio, 0.6%, stabile da novembre, mentre per l’inflazione europea è pari allo 0.7%, in calo rispetto allo 0.80% di dicembre. Solo un anno fa l’inflazione italiana (relativa a gennaio) e quella europea (relativa a dicembre) erano pari al 2.2%.

In termini relativi è evidente come i Btp Italia, per le scadenze 2016 e 2017 siano più remunerativi rispetto ai comparables indicizzati all’inflazione europea e ai corrispondenti Btp a tasso fisso. Il rendimento stimato del Btp 2.55% 10/2016, e’ pari a 1.82% se si considera costante il tasso di inflazione (0.6%), è pari invece a 1.88% se si considerano le previsioni di inflazione facendo ricorso al mercato degli inflation swap (SWIL). L’emissione 2.10% 9/2016 indicizzata all’inflazione europea ha un rendimento a scadenza dell’1.43% (o 1.66% se si considerano i tassi swil). 1.15% è invece il rendimento dell’emissione 4.75% 9/2016 a tasso fisso, ancora più contenuto. Per le scadenze comparabili è evidente come i titoli indicizzati offrano un rendimento stimato più generoso rispetto al Btp nominale.
Per valutare la maggiore convenienza dei Btp Italia rispetto a quelli indicizzati all’inflazione europea confrontiamo il differenziale tra il valore dell’inflazione di breakeven (rispetto al pari scadenza a tasso fisso) e il valore delle aspettative sull’inflazione attraverso il mercato degli swap (SWIL). Laddove il differenziale è maggiore, allora ci sarà maggiore convenienza all’acquisto:
Per i Btp Italia il differenziale tra inflation swap e l’inflation breakeven rate risulta essere maggiore rispetto ai corrispettivi Btp indicizzati all’inflazione europea, confermando la convenienza delle emissioni tipicamente destinate al mercato retail. Sottolineiamo inoltre che, in caso di deflazione, i Btp Italia garantiscono un rendimento minimo pari al tasso cedolare reale semestrale fisso. Nel caso dei Btp indicizzati all’inflazione europea il tasso cedolare viene moltiplicato per il capitale svalutato dalla deflazione. Sulle scadenze più lunghe i Btp a tasso fisso offrono un rendimento a scadenza maggiore rispetto a quello stimato per i Btp indicizzati all’inflazione europea.
In conclusione per chi detiene Btp il momento può risultare interessante per prendere profitto e per chi fosse interessato ad aprire nuove posizioni i Btp Italia in termini relativi rappresentano una convenienza relativa per la scadenza compresa tra i due e tre anni. Per le scadenze più lunghe si consigliano i Btp nominali.
Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management

 

 

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