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JCI : Un anno di bond: panoramica europea per il 2013

Dopo l’irripetibile sfavillìo del 2012, l’anno che va concludendosi archivia per i bond dodici mesi comunque positivi. Molti spread si sono ristretti permettendo ai comparti di generare un discreto ritorno sull’investimento, ….

ma proprio questo fattore costituirà il punto di domanda per l’anno che sta per cominciare.
In questa nostra prima parte oggi guarderemo soprattutto ai titoli europei, partendo dai comparti i più ampi possibile delle emissioni finanziarie e delle emissioni industriali ( o corporate come solitamente vengono identificate), e poi scomponendo le emissioni tra alto o basso merito di credito.
Il primo grafico che pubblichiamo riporta l’andamento del rendimento a scadenza di entrambe le categorie sopra indicate, con la linea blu ad indicate le emissioni finanziarie, e quella nera a segnalare le emissioni industriali.

 

Fonte: Bloomberg, Bofa Merrill Lynch.Rendimento emissioni bancarie (linea azzurra) e emissioni corporate (linea nera) dal 2004

Per completezza segnaliamo che in questi primi dati non vi sono distinzioni né per scadenza né per merito di credito: negli indici da noi presi in considerazione sono incluse emissioni con almeno 18 mesi di vita iniziale e  1 anno di vita residua, oltre ad un ammontare di emissione minimo di 250 milioni appartenenti o al comparto finanziario o a tutti gli altri insieme escluso il finanziario.
Come si vede nel grafico soprastante dopo il formidabile calo dei rendimenti registrato nel 2012, l’anno corrente ha visto un iniziale proseguimento del movimento al ribasso fino a nuovi minimi assoluti ( a 1,7% per l’indice degli industriale e 1,8% per quello dei finanziari) e in seguito un recupero che ha azzerato il calo dei primi mesi.
Al momento il comparto dei titoli bancari rende mediamente il 2,12% e quello corporate il 2,09%, valori pressoché identici.
Dopo il rialzo dei rendimenti che nel 2008 sembrava inarrestabile che e la successiva “normalizzazione” del 2009 e del 2010, nuove tensioni si erano affacciate sul mercato finanziario nel 2011, fino quasi alla fine dell’anno quando la Banca Centrale Europea varò il primo dei due LTRO cui ne seguì un secondo tre mesi dopo, e grazie ai quali venne concesso un prestito triennale al sistema bancario per oltre 1000 miliardi di Euro.

Fonte: Bloomberg, Bofa Merrill Lynch. Spread degli indici rispetto ai titoli governativi. Linea blu per i finanziari e nera per gli industriali

La compressione degli spread rilevabile dal grafico qui sopra che ha profondamente caratterizzato l’anno 2012, non è invece proseguita durante questi ultimi dodici mesi, dando luogo ad una sostanziale stabilità tra i 100 e i 150 punti base di differenziale rispetto ai titoli governativi di riferimento.
Al momento per essere precisi lo spread pagato dai bancari rispetto ai governativi è circa 120 punti base, mentre quello pagato dalle emissioni corporate è 115 punti base.
Nonostante in passato il differenziale tra entrambe queste classi di investimento ed i titoli governativi sia stata ben inferiore ai livelli attuali, (nel grafico si vede chiaramente che fino al 2007 lo spread viaggiava mediamente intorno ai 50 punti base) questo fenomeno avveniva comunque su livelli di tassi assoluti ben più elevati di quelli attuali.
Confrontando infatti entrambi i due grafici possiamo vedere che è pur vero che il differenziale fino al 2007 fosse solo di 50 basis points, le obbligazioni mediamente in quegli anni rendevano tra il 3% ed il 5%, oltre il doppio dei livelli attuali che ci paiono onestamente difficilmente comprimibili.
Rimanendo in Europa ma passando alle obbligazioni high yield, ovvero con un merito di credito inferiore all’investment grade, possiamo fare considerazioni simili a quelle precedenti anche su questa asset class.
I due grafici che seguono riportano rispettivamente  il livello di rendimento assoluto e lo spread rispetto ai titoli governativi.

Fonte: Bloomberg, Bofa. Rendimento a scadenza dell’asset class degli High Yield europei

Fonte: Bloomberg, Bofa. Spread rendimento degli High Yield rispetto ai governativi

Mentre il rendimento tocca proprio in questi giorni nuovi minimi assoluti in area 4,8%, lo stesso non si verifica nel grafico del differenziale dove certamente i livelli attuali sono i più bassi degli ultimi 6 anni, ma nel quinquennio precedente la grande crisi, ovvero quello da 2003 al 2007, lo spread di rendimento con i titoli governativi raggiunse minimi a 170 punti base e rimase tra 200 e 300 per un lungo lasso temporale. Anche per i bond ad alto rendimento si conferma comunque che a fronte di spread ben più contenuti di quelli odierni tra il 2003 e il 2007 i rendimenti assoluti viaggiavano in media tra il 6 e il 7,5%.
Mentre i bond con merito di credito più elevato gli spazi per un ulteriore compressione paiono oggi limitati, sembra che per quello high yield possa forse esserci maggior spazio se non altro perché il valore assoluto del 4,8% può apparire ancora interessante, in un contesto di volatilità inesistente come quello attuale in cui la fame di rendimento caratterizza fortemente ancora oggi i mercati.
Parimenti occorre anche osservare che il rapporto rischio rendimento è per contro particolarmente alto, se non altro in termini di mera osservazione statistica e di un eventuale ritorno verso la media dei parametri osservati.
Prossimamente seguiranno le nostre osservazioni a consuntivo per il 2013 sul mercato americano, mentre successivamente proporremo le nostre previsioni per l’anno entrante, quale ulteriore supporto per riuscire a destreggiarsi sui mercati proteggendo e ottimizzando i propri investimenti futuri.

Fonte : JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management

 

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