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La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di marzo

La Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso di riferimento da 4,0 a 4,25%, dichiarando che si tratta “di un altro passo” per avvicinare i tassi di interesse alla media…..

 

Stati Uniti

La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di marzo. I verbali dovrebbero mostrare un ampio spettro di opinioni riguardo alla strategia di uscita, con più di un partecipante d’accordo con l’opinione di dissenso di Hoenig sull’utilizzo del riferimento al “periodo esteso”.

I verbali potrebbero dare qualche indicazione sulle intenzioni del Comitato riguardo ai tempi delle operazioni di drenaggio delle riserve. Per quanto riguarda lo scenario macro, dovrebbe rimanere un generale consenso di preoccupazione per lo stato del mercato del lavoro, per il peggioramento del mercato immobiliare e per la fragilità della ripresa: non dovrebbero emergere quindi segnali, neppure da parte dei “falchi” che una svolta sui tassi sia da attendere nella parte centrale dell’anno.

I market mover della settimana

Nell’area euro il focus sarà sulla riunione della BCE. La produzione tedesca dovrebbe essere cresciuta ancora ad un ritmo blando a febbraio (0,5% m/m) in parte penalizzata da fattori climatici. In Francia, la produzione è attesa correggere il forte balzo di gennaio in larga parte spiegato dall’industria automobilistica. Le vendite al dettaglio area euro sono viste in calo di 0,8% m/m, dato l’andamento deludente dei dati francesi e tedeschi. Il PMI composito potrebbe essere rivisto a 55,8, dal momento che la stima definitiva colloca l’indice per il manifatturiero a 56,6, da un precedente 56,3.

La settimana vede pochi dati in uscita negli Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero dovrebbe aumentare a marzo. I verbali del FOMC di marzo confermeranno la presenza di un ampio spettro di opinioni all’interno del Comitato riguardo alla sequenza e alla tempistica della strategia di uscita della politica monetaria.

Ieri sui mercati

Continua l’ascesa dei tassi di rendimento sugli UST, con il decennale ormai a 3,97%. Rimbalzo anche per il rendimento del Bund decennale, a 3,17%, e per il Btp, a 3,93%. In aumento anche i tassi impliciti nei futures monetari. Dollaro in ripresa sull’euro (1,3435) ma in calo sullo yen (94,0). Grecia sempre sotto pressione, con spread vicini ai massimi; secondo il Financial Times, l’agenzia per il debito avrebbe in programma un’emissione in dollari entro la fine del mese. Inoltre, citando fonti anonime l’agenzia MNI afferma che il governo greco vorrebbe escludere il FMI da un eventuale finanziamento di emergenza per evitare l’imposizione di ulteriori condizioni.

Stati Uniti

Il numero di lavoratori dipendenti nel settore non agricolo è salito di 162mila unità, dopo il calo di -14mila (rivisto al rialzo da -36mila) in febbraio. Le assunzioni per il censimento sono soltanto 48mila e gran parte dell’aumento (123mila) è nel settore privato, in particolare nei servizi (82mila, di cui 40mila legate ad occupazioni temporanee). L’indagine presso le famiglie registra un aumento di occupati e forza lavoro, per un tasso di disoccupazione stabile al 9,7%; sale ilnumero di disoccupati di lunga durata. Le ore lavorate pro-capite tornano al livello di gennaio (33,3); l’indice aggregato sale di 0,6% nel manifatturiero e di 0,4% nel totale del settore privato.

L’ISM non manifatturiero è salito da 53 a 55,4, con forti incrementi per gli indici di ordini e di attività.


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