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La Financière de l'Echiquier

La Financière de l’Echiquier – BCE, si delinea una nuova traiettoria per la politica monetaria

La Financière de l’Echiquier – Harder, Better, Faster, Stronger. Con queste parole, Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha illustrato la traiettoria delineata per la politica monetaria della BCE nei prossimi trimestri


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A cura di Clément Inbona, gestore di La Financiere de l’Echiquier.


È abbastanza singolare pensare che queste parole siano state pronunciate da un membro del Comitato esecutivo della BCE. Eppure, è successo recentemente non sotto le luci stroboscopiche di una discoteca bensì nel corso di una conferenza online all’Università Bocconi di Milano, cui partecipava Fabio Panetta.

Oltre ad aver reso omaggio ai Daft Punk, il duo musicale che ha appena annunciato di volersi sciogliere, nel suo messaggio, Panetta ha voluto illustrare la traiettoria delineata per la politica monetaria della BCE nei prossimi trimestri. Un percorso limpido: “The harder we push to close the output and inflation gaps, the better the outlook for the euro area economy. And the faster we get there, the stronger our growth potential will be”. In altri termini, non saranno i timori di spinte inflazionistiche qua e là che potranno modificare l’atteggiamento accomodante della BCE nel medio termine.

Infatti, la dice lunga la stima dei prezzi al consumo, inferiore di oltre il 10% rispetto alla traiettoria individuata di +2% all’anno nell’Eurozona da quando fu creata la moneta unica, allorché gli Stati Uniti o il Regno Unito sono riusciti a centrare l’obiettivo quasi perfettamente. Quanto al PIL, da parecchi anni ormai si è ampliato il divario tra crescita potenziale e crescita reale effettiva. Lo scostamento è ancora più marcato da un anno: secondo le stime della BCE, dal 2008 la crescita reale è stata del 14% inferiore alla crescita potenziale, con un 6% dovuto alla crisi del Covid. È per questo che la banca centrale ritiene sia necessaria un’azione più forte – “harder” – in modo che siano meglio definite le aspettative – “better” – nella mente dei player economici. Infine, il ritmo di convergenza deve essere incrementato – “faster”- vista l’importanza che assume per una ripresa più forte -“stronger”-.

Per raggiungere questo obiettivo, la BCE ha già messo in campo una serie di strumenti tra cui il Pandemic Emergency Purchase Program (PEPP), il cui importo è stato portato a 1.850 miliardi di euro nel dicembre dello scorso anno. Le consente di acquistare debito pubblico per altri due anni per garantire il finanziamento della spesa pubblica a minor costo, o addirittura a un tasso negativo nel caso degli Stati più sicuri. Come è stato ricordato da Christine Lagarde, l’obiettivo è soprattutto di garantire condizioni finanziarie accomodanti e di evitare una frammentazione della zona, cioè un aumento del costo delle condizioni di finanziamento per gli Stati più fragili. Se la questione, però, di un controllo esplicito della curva dei tassi è stata finora sempre esclusa dalla BCE, la desincronizzazione tra Eurozona e Stati Uniti, sia in termini di crescita che di inflazione, potrebbe rapidamente portare la BCE a cambiare posizione su questo punto consentendole di contenere l’epidemia di rialzi dei tassi che si sta profilando negli Stati Uniti e inizia ad avere ripercussioni sui tassi europei.

Harder, Better, Faster, Stronger, un ritornello che la BCE e gli investitori inizieranno probabilmente a canticchiare. Ci vediamo a Francoforte l’11 marzo per una prima sessione di prove.

Fonte: BONDWorld.it

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