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La Grecia ha emesso 5 miliardi di euro di titoli a 7 anni

Da seguire: Stati Uniti: –     La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a marzo dovrebbe essere aumentata a 49, da 46 di febbraio, quando aveva segnato un calo di -10,5 punti, al minimo da aprile 2009. Gli altri indicatori di fiducia stanno…

recuperando una parte dei cali visti a febbraio e il Conference Board dovrebbe registrare un comportamento analogo, senza segnalare un trend verso l’alto per la fiducia delle famiglie.

Ieri sui mercati

La Grecia ha emesso 5 miliardi di euro di titoli a 7 anni con cedola 5,9% e uno spread di 325pb sulla Germania. Lo spread sul 10 anni si è allargato di 11pb a 322pb. Il CDS è salito a 318 da 295,5 del giorno precedente. L’emissione conferma che l’accordo raggiunto la settimana scorsa a livello europeo non è sufficiente a ridurre il costo del finanziamento per la Grecia. Strauss Kahn (IMF) ha detto che “se, ed è un grande se, la Grecia chiederà supporto” l’IMF sarà disponibile come con qualsiasi altro membro del Fondo e se ci sarà un programma di prestiti sarà gestito dall’IMF, che deciderà le condizioni per gli interventi.

Il mercato obbligazionario USA ha corretto ancora ieri, dopo una settimana negativa, con un rialzo del rendimento sul 10 anni a 3,88% (+3pb) sostenuto da dati relativamente positivi sui consumi di febbraio e dall’aspettativa di un employment report solido per marzo. I dati buoni in Europa e un’inflazione tedesca più forte delle attese non hanno invece portato a rialzi dei rendimenti nell’area euro. Gli indici azionari hanno chiuso in rialzo dappertutto. In Asia, il Nikkei è in rialzo dell’1%, nonostante dati macroeconomici misti pubblicati nella notte. I consumi delle famiglie sono stati più deboli del previsto (-0,5% a/a), ma la serie è poco affidabile; sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile a febbraio a 4,9%, ma gli occupati sono calati di 220 mila unità. La produzione industriale giapponese in calo di 0,9% m/m a febbraio non preoccupa, dopo il rialzo di 2,7% m/m a gennaio e la proiezione di aumento a marzo di +1,4% m/m nelle indicazioni del METI.

Area euro

L’indice di fiducia economica è salito a 97,7, da un precedente 95,9. Le attese di mercato erano per un aumento più modesto a 97,1. L’indice sintetico si è aggirato in media nei primi tre mesi di quest’anno a 96,5 dal 91,9 del 4° trimestre del 2009 ed è quindi coerente con un’accelerazione della crescita annua del PIL area euro. Tuttavia, l’indice è ancora al di sotto della soglia di 100 calibrata sulla crescita di lungo periodo. L’indice è tornato a 100 in Germania, Francia, Belgio e Finlandia, mentre rimane su livelli più depressi negli altri paesi. Il miglioramento di clima generale riflette un guadagno di 3 punti dell’indice per il manifatturiero (-10 da -13), mentre rimane stabile il clima nei servizi (1). La differenza di morale è probabilmente spiegata dalla maggiore dipendenza del comparto dei servizi dalla domanda interna che rimane ancora su livelli depressi, potrebbe trattarsi solo di un ritardo rispetto al manifatturiero. In entrambi settori è confermato il trend di recupero dei prezzi attesi. Tra le famiglie il morale è fermo sui livelli del mese scorso, in realtà l’indice Eurozona maschera un miglioramento in Germania a fronte di un peggioramento in Francia, Spagna e Grecia.

Germania. A marzo, in base ai dati preliminari dai Laender, i prezzi al consumo sono saliti di 0,5% m/m secondo l’indice nazionale e di 0,6% m/m in base all’armonizzato UE. Le attese erano per un incremento assai più contenuto (0,3% m/m). Di conseguenza, l’inflazione annua è salita più del previsto a 1,1% da 0,6% secondo l’indice nazionale e a 1,3% da 0,5% in base all’armonizzato. Il dettaglio non è ancora disponibile, ma solo circa la metà dei rincari dovrebbe essere dovuta ai prodotti energetici (in Brandeburgo il combustibile da riscaldamento è salito del 3,9% m/m, in Assia il carburante è rincarato del 6,9% m/m). Dunque anche l’inflazione core dovrebbe essere risalita dai recenti minimi sotto l’1%. Il dato suggerisce qualche rischio verso l’alto sulla nostra previsione (già superiore al consenso) sul CPI area euro (1,3% a/a).

Stati Uniti

La spesa personale a febbraio è aumentata dello 0,3% m/m (+3,4% a/a), il 5° aumento consecutivo. La spesa per beni aumenta di 0,34% m/m, con un calo dei beni durevoli di -0,38%, un aumento dei non durevoli di 0,67% m/m e dei servizi di 0,3% m/m. In termini reali, i consumi di beni aumentano di 0,5% m/m e quelli di servizi di 0,25% m/m. Il reddito personale è rimasto invariato (+2% a/a), con la componente retributiva stabile su base mensile. Il reddito disponibile è invariato sul mese (+2,8% a/a), e scende dello 0,2% m/m al netto dei trasferimenti. Il tasso di risparmio cala ancora a 3,1%, da 3,4% di gennaio e 4% di dicembre 2009. In termini reali, i consumi sono in aumento di 0,3% m/m (3,1% var. trim. ann.). Il deflatore dei consumi totale e quello core registrano entrambi una variazione nulla. I dati danno sostegno all’aspettativa di un 1° trimestre caratterizzato da una dinamica sostenuta dei consumi (prev. Intesa Sanpaolo 3,2% t/t ann.).


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