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La survey ZEW di economic sentiment tedesco ha proseguito il trend di correzione iniziato a maggio

ZEW ai minimi da gennaio 2009…


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


La survey ZEW di economic sentiment tedesco ha proseguito il trend di correzione iniziato a maggio, scendendo ad ottobre a -7.2 da -4.3 di settembre, registrando così il minimo da gennaio 2009 e rimanendo in area negativa per la seconda volta consecutiva da marzo 2009. Questo calo suggerisce come la crescita tedesca dovrebbe rallentare nei prossimi mesi dopo la performance molto forte della prima metà del 2010. La survey relativa alla situazione corrente ha registrato invece un forte rialzo, salendo a 72.6 da 59.9, proseguendo così il trend positivo in atto da giugno 2009 e assestandosi in area positiva per la quarta volta da luglio 2008. Il proseguimento del buon andamento di questa componente ha beneficiato del momento di fortissima crescita tedesca, che nel secondo trimestre ha registrato un’espansione del 2.2% qoq, e delle indicazioni positive che continuano a venire dagli indicatori di economia reale mensili rilasciati negli ultimi mesi, quali ad esempio la produzione industriale e gli ordinativi industriali, che ad agosto sono saliti dell’1.7% mom e del 3.4% mom rispettivamente. Nel contempo, anche la corrispondente survey di economic sentiment per l’intera Eurozona ha registrato ad ottobre una correzione, scendendo a 1.8 da 4.4. Contemporaneamente, la componente di current conditions per l’intera area ha registrando un rialzo ad ottobre, salendo a –1.1 da -6.3.

Dal dettaglio della survey di economic sentiment tedesca emerge che si confermano in area positiva tutti i settori. I comparti con performance migliore sono stati quello di ingegneria meccanica e quello chimico/farmaceutico, ovvero i settori maggiormente voltati all’export. Tra i settori peggiori invece sono quelli relativi alle costruzioni e alle compagnie di assicurazione.

Dall’analisi delle due componenti principali (economic sentiment e current assessment) emerge un forte contrasto tra il peggioramento delle condizioni future ed il miglioramento delle condizioni correnti. Come già anticipato, i dati diffusi di recente sulla produzione industriale e sugli ordinativi industriali confermano come la crescita economica tedesca rimanga robusta. Durante gli ultimi mesi la Germania si è ripresa dalla crisi finanziaria con tassi di crescita eccezionali. Il calo delle aspettative registrato ad ottobre indica che la crescita economica dovrebbe rallentare nei prossimi 6 mesi dopo un periodo di ripresa molto rapida nella prima metà del 2010. Più della metà degli esperti dei mercati finanziari si aspetta che non ci sia un cambiamento della situazione economica in Germania entro i prossimi 6 mesi. Tuttavia, permangono dei rischi al ribasso dati dall’indebolimento delle dinamiche economiche di Stati Uniti e di alcuni Paesi di Eurozona. Il 45.2% degli intervistati, inoltre, si attende un ulteriore indebolimento del dollaro rispetto all’euro. Schroeder, un economista dell’istituto Zew, ha fatto sapere di aver notato segnali incoraggianti relativi ai consumi tedeschi. L’economista ha infatti dichiarato che i consumi privati potrebbero essere il principale driver di crescita nel 2011 e che le aspettative sulle esportazioni rimangono invece relativamente basse.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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