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M&G – Outlook sull’ obbligazionario emergente

L’obbligazionario emergente ha registrato performance positive negli ultimi dodici mesi, nonostante gli investitori si siano soffermati sulla fine delle politiche di quantitative easing negli USA e la volatilità causata dalle tensioni  geopolitiche in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente….


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Di Claudia Calich, Manager del fondo M&G Emerging Markets Bond


Al contrario, il sentiment verso l’asset class ha beneficiato  dei tassi d’interesse bassi nelle economie sviluppate, dove l’inflazione è rimasta contenuta. Mostrando resilienza per la tanto attesa fine del quantitative easing, la domanda degli investitori per asset class più redditizie, come i bond dei mercati emergenti è rimasta sostenuta.

L’attesa normalizzazione della politica monetaria americana, rendimenti dei Treasury più alti e un dollaro più forte potrebbero comunque portare a riduzioni dei flussi di capitali verso gli emergenti, a maggiori costi di finanziamento e volatilità della valuta. Le economie dei mercati emergenti continuano ad aggiustarsi sulla base di questi fattori, un processo questo che durerà diversi anni. Comunque, questo aggiustamento potrebbe anche essere visto come una di quelle opportunità che potrebbero contribuire a ridurre alcune delle vulnerabilità che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Per esempio, il disavanzo delle partite correnti ha iniziato a migliorare in alcuni Paesi, poiché le valute che si sono indebolite nell’anno passato hanno aiutato a condurre verso bilanci più sani.

Investire in corporate bond dei mercati emergenti, permette  di esplorare all’interno di un’asset class in espansione e puntare a più importanti opportunità rispetto al concentrarsi solo in investimenti obbligazionari sui titoli di Stato dei mercati emergenti. La veloce crescita di questo segmento ha visto la sottocategoria dei corporate bond in valuta forte  raddoppiare il suo valore dal 2010, valendo ora oltre 1,3 trilioni di dollari USA, quanto il mercato americano high yield. Attualmente, siamo positivi sui corporate bond dei mercati emergenti dal punto di vista delle valutazioni, anche se è indispensabile un approccio selettivo. Ad esempio, la figura 1 mostra che per la stessa classe di rating, i corporate bond dei mercati emergenti offrono livelli di spread più alti rispetto a quelli di Europa e Stati Uniti,  compensando gli investitori per un più alto rischio del credito.

Preferenza per  le obbligazioni in valuta forte

Preferiamo le obbligazioni dei Paesi emergenti in valuta forte, che mi aspetto saranno supportate dalla normalizzazione della politica monetaria della Fed e dalla prospettiva che la banca centrale inizi il suo ciclo di fine delle iniezioni di liquidità metà o nel secondo semestre del prossimo anno.

Obbligazioni in valuta locale? Sì, con selettività

Allo stesso tempo, le valutazioni dei bond in moneta locale sono migliorate rispetto allo scorso anno, poiché alcune valute si sono deprezzate. Crediamo ci sia valore nelle valute con un basso squilibrio, come  il peso messicano  e anche quelle valute che hanno iniziato a riequilibrarsi,  come la rupia indiana. Nel fondo M&G Emerging Markets Bond sono inclusi anche i bond governativi in valuta locale di Colombia ed Indonesia, i cui rendimenti sono buoni dato il trend d’inflazione presente in entrambi i Paesi.

Focus Paesi

Le sfide del Brasile Le recenti elezioni in Brasile sono state di cruciale importanza soprattutto per l’urgente richiesta di riforme economiche. L’essenza della difficoltà sta nel fatto che il Brasile si trova in una situazione di stagflazione che combina le debolezze economiche con l’inflazione. Il nuovo governo di Dilma Rousseff avrà quindi bisogno di introdurre riforme su diverse aree. Un’accomodante politica fiscale deve essere compensata da una rigida politica monetaria allo scopo di contenere l’inflazione. Allo stesso tempo, le spese per programmi di welfare e delle pensioni devono essere ridotte perché i brasiliani già subiscono  un’elevata tassazione. Originariamente i mercati hanno reagito negativamente alla vittoria di Rousseff. La decisione aumenta nodi aumentare i tassi base del Brasile dall’11% al 11,25% è stato un passo verso la giusta direzione, in quanto ha ricostruito la credibilità della banca centrale rispetto al suo obiettivo di ridurre l’inflazione. Nonostante le questioni ancora aperte con cui deve confrontarsi Roussef dopo la rielezione, a mio avviso , il mercato obbligazionario del Paese offre opportunità di investimento su base selettiva. Per esempio, una parte del portafoglio è in bond governativi brasiliani in valuta locale, che offrono un interessante rendimento, così come i bond di alcuni esportatori dell’industria  alimentare.

La Cina Anche se il rallentamento della Cina rappresenta un rischio, la maggior parte dei problemi in termini di espansione del credito e rischio del settore finanziario, saranno sostenute dagli abitanti in Cina. La Cina ha un elevata riserva di valute straniere, e ciò supporta la sua posizione nei confronti del resto del mondo. In aggiunta, crediamo che la Cina si dovrà dedicare a risolvere problemi  come il riequilibrio di quei settori che  sono troppo indebitate rispetto ai settori che godono di un alto livello di risparmi. Le conseguenze di questo brusco rallentamento sarebbero dannose per i suoi più importanti partner commerciali  come Taiwan, Tailandia e Malesia così come i produttori di materie prime come  Cile,  Perù e piccole nazioni africane. Mi preoccupo  più  per la qualità della crescita piuttosto che la dimensione; preferirei  una minore crescita che sia  più sostenibile, che una maggiore crescita che supportata da grandi  investimenti in  aree poco  produttive.

Leggi locali in Argentina Non abbiamo esposizione a quei bond che la scorsa estate sono andati in default. Tuttavia, abbiamo una piccola posizione (circa il 2.5%) in titoli di Stato argentini ‘legge locale’ che non sono in default. L’Argentina è più forte oggi rispetto all’ultimo default ritornato del  2001, poiché  il suo livello del debito è più basso ed ha più flessibilità nella valuta che a quel tempo, quando la valuta era ancorata al dollaro. Comunque, oggi il Paese ha altre vulnerabilità, che includono un alto livello di inflazione ed un tasso di interesse reale negativo. Questo continuerà a spingere sulla svalutazione del peso e rimarrà quindi la necessità di uscire dal default.

Evitare la Russia Per quanto riguarda la Russia, la flessibilità del fondo consente di non investire dove i mercati che  non convincono. L’esposizione del portfolio alla Russia rimane bassa, ad esempio, dati i rischi politici ed il contesto di deterioramento macroeconomico come le sanzioni relative all’Ucraina dell’Est contro il Paese. Il fondo M&G Emerging Markets Bond non è esposto all’Ucraina, dove la guerra civile rimane insoluta, ed è anche sotto pesato nella maggior parte dell’Europa dell’Est e dell’Africa.

Fonte: BONDWorld.it

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