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MC: C’était un rendez-vous. La BCE rimanda al 2015 la decisione sul Quantitative Easing

Parigi, agosto 1976. Ore 5.30 del mattino.  Il rombo di una Ferrari 275 GTB accompagna la corsa di uno spericolato pilota francese attraverso una Parigi semideserta, con punte di oltre …


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Andrea De Gaetano  –  Senior Portfolio Manager  –  MC Capital Ltd


240 km orari, per arrivare in tempo a un appuntamento. Dalla periferica Porte Dauphine alla  Basilica del Sacré Coeur in 8 minuti d’orologio. Semafori rossi, marciapiedi, stormi di piccioni messi  in fuga.  Vale tutto. Nel cortometraggio di Claude Lelouche, per non deludere l’innamorata che lo attende. Sei minuti all’alba, il pilota porta a termine una corsa impossibile in condizioni di traffico normale.

Come nella corsa della Ferrari, il Presidente della BCE Mario Draghi tiene alta la tensione nell’ultima riunione della Banca Centrale Europea e rimanda tutto al 2015.

Il QUANTITATIVE EASING

Il regalo di Natale, che molti si aspettavano, non arriva. La possibilità del Quantitative Easing verrà valutata nell’anno nuovo, dopo che la Banca Centrale Europea avrà esaminato attentamente  una serie di variabili, fra cui  l’impatto del forte calo dei prezzi del petrolio (crollato di oltre il 30% da giugno 2014) sull’inflazione e sull’economia. 
L’inflazione potrebbe  scendere ancora a seguito della caduta dei prezzi del petrolio, ma l’energia a prezzi più bassi può essere un fattore positivo per l’economia. 
“Presto vuol dire presto, non alla prossima riunione” risponde Draghi a un giornalista che cercava astutamente di estorcere un preciso riferimento temporale.

Mario Draghi pesa le parole con riferimento al mandato della BCE, “Non sarà necessaria l’unanimità dei membri della BCE per decidere sul Quantitative Easing, che rientra nel mandato della BCE”, ma “la BCE non  andrà oltre il suo mandato”, lasciando intuire i forti contrasti con la Bundesbank tedesca, ma tenendo viva la speranza che tali contrasti saranno superabili. 
La Bundesbank tedesca è azionista della Banca Centrale Europea per il 18% del capitale. 
Se la BCE iniziasse a comprare Titoli di Stato e attività finanziarie dei Paesi Periferici europei, parte del conto finirebbe alla Bundesbank tedesca, che a sua volta retrocederebbe le perdite al proprio governo e al contribuente tedesco. 
Di cicale e formiche ha parlato Esopo già nel lontano VI secolo a. C., poi Jean de La Fontaine nella Francia pre-rivoluzionaria del XVIII secolo.

Il tempo passa, la morale non cambia. Come nella favola di Esopo, la cicala e la formica, chi lavora sodo e ha un’economia che avanza non ama pagare i conti di chi è stato meno diligente. 

LA FALLACIA DELLE STATISTICHE

Se al  tavolo di due persone al  ristorante  vengono ordinati  due polli arrosto, e uno dei commensali mangia due polli mentre l’altro rimane digiuno, IN MEDIA hanno mangiato un pollo a testa, ma uno si alza affamato, l’altro sazio. 
L’indice PMI dell’attività manifatturiera europea del mese di novembre è uscito a 50.1 appena sopra la soglia di 50 spartiacque tra un’economia in recessione o in espansione.

In Novembre, le vendite al dettaglio in Europa calano ai minimi degli ultimi 5 mesi, con l’indice Retail PMI  europeo  a 48.9.  L’indice Retail PMI è una media di vari Paesi europei, all’interno della quale ci son però differenze significative. Mentre in Germania si registra una ripresa delle vendite al dettaglio (PMI 52.2),  in Francia (PMI 47.9) e  in  Italia (PMI 44.2)  i consumatori non spendono, affossando così la media indice.  
In Germania, in ottobre gli ordini dei beni dell’industria manifatturiera sono saliti del 2.5%, mentre in Italia l’indice PMI dell’attività manifatturiera è calato a 49, indicando una tendenza recessiva del Belpaese, confermando il nuovo calo delle vendite al dettaglio in Italia, nel mese di novembre.

LA BCE LASCIA I TASSI D’INTERESSE INVARIATI 

1.  Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema  è allo 0.05%.
2.  Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale è allo 0,30%.
3. Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è a -0,20%.

09122014

L’ESEMPIO AMERICANO

Dall’altra sponda dell’Atlantico, Stanley Fischer, Vicepresidente della Federal Reserve USA, ex Presidente della Banca Centrale d’Israele, ed ex professore di tesi di dottorato di Mario Draghi al M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology) dice che l’Europa dovrebbe seguire le orme degli USA, comprando Titoli di Stato e ricapitalizzando le banche.  Negli USA, il Quantitative Easing ha funzionato.

La settimana si conclude con i dati sul lavoro negli USA, positivi sia per quanto riguarda il livello di disoccupazione sceso al 5.8% (in Europa siamo intorno al 12%), sia per il numero di nuovi occupati 321.000, ancor meglio dei 231.000 delle attese.  
La BCE, afferma Draghi, sta valutando le differenze tra il caso Europeo e quello USA e UK, e gli strumenti da considerare come collaterale per il Quantitative Easing, per  non esporre a rischi eccessivi il bilancio della BCE. 
“In Europa, sono necessarie le riforme del mercato del lavoro e delle politiche fiscali”, evidenzia più volte il Presidente della BCE. 

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE 

Complici i buoni dati sul mercato del lavoro USA, le Borse, rimaste a bocca asciutta con cali di oltre il 2% dopo le parole di Draghi, hanno superano la delusione, ancora una volta,  con la forza della speranza e con le ricoperture chiudendo la settimana sui massimi assoluti. Il Quantitive Easing europeo rimane all’orizzonte, ma il numero di condizionali usati sia sulla sua eventualità sia sulla tempistica lascia lo scenario aperto.
 
Le condizioni straordinarie del momento, speranza, liquidità e bassi volumi  rendono possibili cose altrimenti impossibili, con sprezzo del rischio, come l’innamorato nel video di Lelouche, che attraversa Parigi a 200 km all’ora.  
 
Sui mercati l’entusiasmo è al massimo, ma nei prossimi appuntamenti del 2015 basterà una parola sbagliata della BCE o un semaforo rosso di troppo per rompere la storia d’amore. 
 
Sul cambio Euro/Dollaro USA consideriamo il livello 1.20-1.21 area di acquisto di Euro, e area 1-2750-1.2850 livello di vendita, mantenendoci neutrali nel mezzo. 
 
Sui Titoli di Stato, attendiamo rendimenti più attraenti per comprare. 
 
Sui mercati azionari e sui corporate bond, in attesa di maggiore volatilità nei prossimi mesi, suggeriamo una strategia di trading con progressiva riduzione dell’esposizione.  Prendere rischi maggiori, ma con somme più piccole.

Buon fine settimana a tutti!

Fonte: BONDWorld.it

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