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Obbligazioni : e’ qui la vera bolla

De Gaetano Andrea obbligazioni

Obbligazioni e bolla: Il peggior mese di maggio dal 2010 per l’indice S&P500, -6.78% tra apertura e chiusura mensile. Discesa dell’azionario cospicua, ma più impressionante il rally dei bond di qualità. Segno di stress sui mercati.

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Andrea De Gaetano – Analista Senior AAg Wealth Management


04-06-19 SP500

Fuga in massa verso le uscite di sicurezza.

Gli investitori sono balzati sulle scialuppe di salvataggio di Bund e Treasury USA. Non si vedeva dai mesi più cupi della crisi dei debiti sovrani o durante il crash del petrolio e dei Paesi emergenti nel 2015-2016.

Rendimenti negativi a -0.65% sul 2 anni tedesco, – 0.20% sulla scadenza decennale.

Negli USA, dove a dicembre c’era il terrore del rialzo dei rendimenti delle obbligazioni , i rendimenti sulla scadenza decennale sono collassati del 36%, passando dal 3.25% di fine 2018 al 2.07% di oggi.

Nel maggio 2010, -8.34%, era la Grecia a far paura. Oggi, l’escalation della guerra commerciale e grosse nubi sull’Europa.

Banche centrali nel pallone. Lo si intuisce dai verbali delle riunioni. Fed straziata dal come smaltire il fardello di titoli (ora 3.9 trilioni) accumulati in un decennio.

Se li liquidasse velocemente, sarebbe una catastrofe per i mercati. Se li vendesse gradualmente, ci impiegherebbe 15 anni, col rischio di non riuscire a star dietro all’inflazione, ormai vicina al target del 2% negli Stati Uniti.

La BCE ha il tasso di riferimento già a zero e quello di deposito a -0.40%. Ed è prossima al terzo round di TLTRO.

Che armi usare per l’emergenza?

Laconica e trasparente come il ghiaccio la banca centrale svedese. La Riksbank il 25 aprile ha mantenuto i tassi d’interesse invariati a -0.25%, con la prospettiva di attendere ancora ad alzarli, nonostante l’inflazione sul target del 2% e la buona crescita economica.

La ragione principale della cautela, spiega la banca centrale sul suo sito internet, è legata al forte indebitamento privato e all’impatto che un rialzo dei tassi avrebbe sul mercato immobiliare.

Due righe stringate, ma dritte al punto. Se questo è la situazione nei Paesi sviluppati, figuriamoci il resto.

04-06-19 Obbligazioni

Corporate bond : La vera patata bollente

Le aziende non finanziarie si sono drammaticamente indebitate emettendo obbligazioni a ritmo crescente, approfittando dei tassi bassi.

Campione statistico di 85000 corporate bond emessi in 114 Paesi da aziende non finanziarie tra il 2000 e il 2018. Tra il 2000 e il 2007, sono stati emessi bond per 864 miliardi all’anno.

Tra il 2008 e il 2018 (complici i tassi d’interesse sui minimi), sono stati emessi bond al passo di 1.7 trilioni di dollari all’anno. L’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development), nel suo report di fine febbraio di quest’anno, sottolinea gli elevati rischi associati a tale livello di indebitamento delle aziende.

Dovesse esserci una fase di declino, le aziende troppo indebitate farebbero fatica a onorare i debiti. I default aggraverebbero la fase di declino, in una spirale discendente.

L’indebitamento dei governi, tramite emissione di bond, fa notare l’OECD, è impostato per raggiungere nuovi record nel 2019.

I Fallen Angels: il deteriorarsi della solvibilità delle aziende ha un impatto deleterio sui corporate bond al limite dell’“investment grade”, quelli con rating di credito BBB-.

Quando arriva il “downgrade” da parte delle agenzie di credito, tali titoli, come “angeli caduti” finiscono nell’inferno delle obbligazioni High Yield, ad alto rischio/rendimento, uscendo dal portafoglio di molti investitori.

Insomma, se le cose si mettessero male, potrebbe scatenarsi un effetto valanga, che per gradi, coinvolgerebbe un numero sempre più vasto di aziende e investitori.

In questo panorama dantesco, i Titoli di Stato italiano a scadenza 5 anni, all’1.76%, rendono ora più di quelli della Grecia di pari durata, all’1.72%.

Segno di debolezza dell’Italia e ottimo risultato per la Grecia che, dopo anni di austerità, festeggia la vittoria alle elezioni europee del partito di centro destra liberale ed europeista Nea Dimokratia, guidato da Karamanlis.

D’altra parte, la fame di rendimento sostiene i prezzi dei BTP che, sprezzanti dell’incertezza politica, reggono i colpi con rendimenti ancora negativi fino alle scadenze a sei mesi.

Per ora, situazione sotto controllo.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan, labourista, appena prima dell’arrivo di Trump a Londra in questi giorni, ha criticato il Presidente Trump per l’uso di una retorica simile a quella “che i fascisti del XX secolo usavano per raccogliere consenso”.

Ha elencato altri leader europei che usano “la retorica dell’odio”, per esprimere la loro posizione.

Ha citato Salvini, Le Pen, Orban, Farage, tutti usciti vittoriosi dalle recenti elezioni.

L’episodio mette in luce la spaccatura sempre più evidente fra Paesi europeisti e sovranisti, di cui la lettera della Commissione Europea sui conti dell’Italia è un corollario. Al momento, la volatilità si è scatenata sui titoli bancari.

Gli investitori sono ancora concentrati sui tweet belligeranti di Trump.

Il presidente USA ha minacciato di imporre nuove tariffe del 5% su tutte le importazioni dal Messico a partire dal 10 giugno, se il Messico non limita l’immigrazione illegale.

Dal 10 luglio alzerebbe al 10%, da agosto al 15%, settembre 20%, fino al 25% in ottobre. Ha inoltre annunciato prossimi dazi anche verso l’India, non più un Paese emergente.

Apparente follia, Trump ha le sue ragioni. Dopo decenni di tariffe particolarmente agevolate verso i cosiddetti Paesi emergenti, ora più forti e dinamici dei Paesi sviluppati, sta riportando su livelli più “normali” le tariffe doganali.

Operativamente e per concludere

Come spiega il premio Nobel Maldelbrot in “The Misbehaviour of Markets”, le notizie buone o quelle cattive tendono ad arrivare a grappoli.

Riporta Reuters che il Dipartimento di Giustizia USA sta predisponendo un’inchiesta su Google e Amazon su presunte violazioni della normativa antitrust. Ciò pesa sul sentiment degli investitori già provato da uno dei mesi di maggio peggiori degli ultimi trent’anni.

Dopo un mese di maggio così pesante, un rimbalzo potrebbe essere dietro l’angolo, ma non va dimenticato che arriviamo da anni di rialzi e, di solito, i mesi estivi non sono favorevoli ai mercati azionari.

La discesa sotto la soglia psicologica 2800 sull’indice S&P500, a cui corrisponde l’escalation della guerra commerciale, rende più “laborioso” il recupero.

D’altra parte, lo ha detto oggi Bullard della Fed, un taglio dei tassi d’interesse potrebbe arrivare presto.

Ciò darebbe nuovo spunto ai mercati. L’operatività, al rialzo o al ribasso, dovrà essere protetta da stop, in modo da non farsi sorprendere dagli improvvisi cambi di direzione.

Quanto alle obbligazioni vendendo allo scoperto Bund, ora a rendimenti negativi, si incassa un rendimento positivo a scadenza, ma si perde nei momenti come questo perché il titolo tende ad apprezzarsi.

Viceversa, sempre in relazione alle obbligazioni, chi compra Bund alla ricerca di sicurezza, a scadenza realizzerà una minusvalenza, ma durante il percorso potrebbe trovarsi in vantaggio (come è successo nel 2018).

04-06-19 Eur usd

I BTP, oggi tra i titoli governativi a maggior rendimento in Europa, sono da mesi snobbati dagli investitori esteri per il rischio Italia. D’altra parte, venderli allo scoperto costa troppo. Anche per questo, stanno tenendo. Sarà qualche asta scoperta la miccia della speculazione? Speriamo di no.

Quanto ai corporate bond, rendono troppo poco in rapporto al rischio. Mai sedersi su una pila di dinamite perché “finora non è esplosa”.

Piuttosto, meglio titoli azionari di qualità, ad alto dividendo.

L’indebolimento dello Yuan è una delle armi che la Cina usa per contrastare le tariffe di Trump. Il Presidente USA se ne è già accorto e potrebbe puntare su un dollaro più debole.

Sull’euro, area 1.11 sta tenendo bene e rimane area di acquisto di euro/vendita di dollari.

Sopra 1.13 arriverebbero conferme rialziste per l’euro.

D’altra parte, i Treasury a breve scadenza, oltre ad avere un rendimento positivo,   sono stati una valida protezione nei momenti di turbolenza.

C’è spazio per tutti.

La parola a Draghi nella prossima conferenza stampa BCE di giovedì 6 giugno.

Fonte: BondWorld.it

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