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Obbligazioni Paesi Emergenti. Quali prospettive

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Obbligazioni dei paesi emergenti – quali sono le prospettive?……

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Obbligazioni dei paesi emergenti – quali sono le prospettive?
Il 2009 è stato un anno diviso in due fasi ben distinte: l’anno fiscale è iniziato con i mercati in perdita a causa della mancanza di liquidità e delle eccessive scorte di magazzino, dal momento che le banche, i broker e le società di assicurazione erano impegnate nelle attività di ristrutturazione dei bilanci, di raccolta di liquidità e di ripianamento dei debiti. Lo spread delle obbligazioni dei paesi emergenti (la differenza tra i rendimenti offerti dalle obbligazioni ed i titoli di stato statunitensi) è rimasto vicino ai massimi storici verso la fine del 2008, mentre i rendimenti dei titoli di stato si sono ridotti sensibilmente, dal momento che gli investitori hanno preferito puntare sulla sicurezza e la liquidità dei titoli di stato statunitensi. Detto questo, i mercati emergenti si sono comunque mantenuti stabili in questo periodo caratterizzato da particolare volatilità, se paragonati alle recessioni globali del passato ed all’incertezza economica che caratterizzava i mercati dei paesi emergenti.

All’inizio del 2009, i dati macroeconomici hanno continuato a peggiorare, ma verso l’inizio della primavera vi sono stati segnali che indicavano un parziale miglioramento. I mercati obbligazionari si sono così risollevati, sulla scia degli aiuti governativi a sostegno della ripresa. La liquidità è significativamente aumentata nell’ultima parte del primo trimestre. Gli investitori hanno ricominciato a puntare su questo mercato, sulla scia dell’aumento della propensione al rischio, riducendo gli investimenti in titoli più sicuri. Inoltre, la politica monetaria accomodante ha riportato un certo grado di stabilità sui mercati globali. L’afflusso di capitali in questa asset class è stato favorito dal fatto che le valorizzazioni dei titoli erano giunte a livelli storicamente molto bassi.

Sulla scia del miglioramento dell’economia globale, riprendendosi dopo una delle peggiori crisi finanziarie della storia, il 2009 sarà ricordato come l’anno in cui i mercati emergenti hanno fatto i maggiori sforzi per favorire la ripresa economica. La ripresa nel 2009 è stata senza precedenti, per tutte le tipologie d’investimento, ed i mercati emergenti non hanno deluso le attese. Come evidenziato nel grafico 1, le obbligazioni dei paesi emergenti hanno realizzato il secondo miglior risultato dal 1994, sulla base delle serie storiche dell’indice JP Morgan EMBI Global Diversified Index. Questi risultati incoraggianti sono in particolare legati ai solidi bilanci degli stati in via di sviluppo ed alla gestione dei limiti di debito pubblico da parte dei governi di queste nazioni, più flessibile rispetto ai paesi sviluppati come quelli europei o gli Stati Uniti.

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In seguito alla fase di crescita del 2009, la domanda che gli investitori si pongono è: “quali sono le prospettive per questa tipologia di titoli?”. Le valorizzazioni, ovviamente, sono meno interessanti rispetto all’anno scorso, ma riteniamo che vi siano ancora opportunità di guadagno, considerando l’attuale bilancia commerciale che rimane positiva, la riduzione del debito pubblico e dei debiti verso l’estero e la disponibilità di riserve in divise estere. Inoltre, il contributo dei paesi emergenti alla crescita del PIL è stato maggiore (come dimostra il grafico 2) rispetto ai paesi sviluppati. Per quanto riguarda il 2010 appena iniziato, riteniamo che la crescita dei paesi in via di sviluppo continuerà ad essere maggiore rispetto a quella dei paesi avanzati. In particolare, il desiderio dei governi dei paesi emergenti di garantire un trend di crescita maggiore e sostenibile è un fattore di supporto alle obbligazioni dei paesi emergenti. Il raggiungimento di obiettivi ambiziosi da parte di questi governi richiederà l’applicazione di politiche economiche ragionevoli, in particolare politiche fiscali e monetarie prudenti, la creazione di un sistema bancario sicuro e investimenti infrastrutturali.

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I titoli obbligazionari dei paesi emergenti hanno reso dal 3% al 5% in più rispetto ai rispettivi titoli statunitensi, nel periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2009 ed il tasso di crescita atteso per i paesi in via di sviluppo rimane ancora su alti livelli nel breve termine. Infatti, molti paesi emergenti come quelli dell’America Latina hanno tenuto nel corso della recessione globale. I bilanci dei consumatori e delle imprese sono molto meno indebitati rispetto a quanto si registra nei paesi sviluppati, permettendo a queste nazioni di continuare a contrarre prestiti per alimentare la crescita economica. Inoltre, molti dei paesi emergenti esportano materie prime e sono quindi stati favoriti dal rimbalzo dei prezzi registrato quest’anno. Questo fattore è anche stato di supporto ai bilanci fiscali ed all’andamento dei tassi di cambio delle divise di questi paesi, favorendo di conseguenza anche il mercato obbligazionario.

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Sulla base di questi fattori positivi e del miglioramento dei fondamentali nelle diverse nazioni, questa tipologia di titoli è stata accolta positivamente da un gran numero di investitori.

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La domanda esterna di titoli dei paesi emergenti dovrebbe rimanere elevata, considerando l’aumento di nuovi investimenti da parte di investitori stranieri, come Fondi Pensione statunitensi, Fondi di stati Sovrani e trust giapponesi. Il fattore principale per questi nuovi investitori è stato il continuo incremento della qualità del credito ed il fatto che hanno saputo tenere durante la fase di crisi economica. Come dimostrano i grafici 3 e 4, la qualità media del credito ha continuato ad aumentare, sulla scia della riduzione dello spread.

Questo ha aperto la porta a nuovi investitori che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di investire in questa tipologia di titoli a causa dei limiti e delle restrizioni sulla qualità del credito. Riteniamo che questa tendenza continuerà nel 2010 ed avrà un impatto positivo sui rendimenti nell’anno.

 

Il rating medio delle obbligazioni dei paesi emergenti è classificabile come Investment Grade.
L’aumento del rating da parte dell’agenzia Moody’s per la moneta turca sul lungo periodo ha portato la media del rating dell’indice JP Morgan Emerging Market Global Diversified Bond Index dal livello Baa3 al Ba1. Il rating medio per Standard and Poor’s rimane invariato a BB+.

Sono attesi nel 2010 ulteriori aumenti di rating per altri paesi, ma nel breve periodo sarà difficile assistere ad un ulteriore miglioramento della media dei rating negli indici, considerando anche le potenziali nuove emissioni e possibili revisioni al ribasso dei rating stessi.

Il team di gestione di Invesco che si occupa delle obbligazioni dei paesi emergenti ritiene che queste notizie siano positive e permetteranno il miglioramento della qualità dei titoli e rappresentano un’opportunità per i paesi emergenti nel 2010.

Un altro fattore-chiave che gli investitori dovranno tenere sotto controllo nel 2010 è il posizionamento dei portafogli tra i titoli emessi in divisa locale e quelli in dollari statunitensi. Riteniamo che il mercato obbligazionario locale otterrà rendimenti maggiori, poiché i rendimenti in divisa locale sono più elevati e si potrebbero ottenere guadagni anche sfruttando l’apprezzamento delle divise, sulla scia del miglioramento dei fondamentali e dell’applicazione di politiche monetarie favorevoli. È anche importante notare che le obbligazioni emesse in divisa locale permettono agli investitori di partecipare al continuo sviluppo dell’asset class delle obbligazioni dei paesi emergenti e possono essere utilizzate per diversificare il rischio totale degli investimenti obbligazionari.
 

Conclusioni

Con l’inizio del 2010, i fondamentali dei paesi emergenti e le prospettive dei mercati finanziari rimangono positivi. Queste nazioni sono state in grado di passare la fase di crisi finanziaria dei mercati in modo migliore rispetto alle economie dei paesi avanzati. La performance significativa di queste obbligazioni nel burrascoso 2008 e la successiva performance nel 2009 sulla scia della ripresa economica hanno dato ulteriore prova delle possibilità che questi paesi possono offrire. L’economia globale ha sperimentato una significativa ripresa e gli investitori si rendono conto che il miglioramento, iniziato nel marzo 2009, si sta affievolendo. Il mercato sta ora entrando in una fase di consolidamento. L’ulteriore riduzione degli spread dipenderà dalle politiche di supporto all’economia e dai dati fondamentali, poiché stiamo uscendo da una fase caratterizzata da fallimenti a livello globale. Ora gli investimenti non saranno orientati al mercato delle obbligazioni dei paesi emergenti in generale, ma sul valore relativo e sulla selezione di singoli titoli, dal momento che riteniamo che i profili di rischio-rendimento di determinate nazioni e titoli siano interessanti. Per quanto riguarda il posizionamento, abbiamo incrementato il peso delle obbligazioni societarie (corporate) dei paesi emergenti, dal momento che continuano ad ottenere buoni risultati e che le valorizzazioni rimangono interessanti. Inoltre, come detto, le obbligazioni emesse in divisa locale rimarranno interessanti ed i risultati migliori saranno ottenuti nei paesi dell’Europa Centrale e dell’Est, del Medio Oriente e dall’Africa (CEEMEA – Central Eastern Europe, Middle East and Africa), poiché l’apprezzamento delle divise dei paesi emergenti continuerà almeno nella prima metà del 2010, sulla scia della debolezza del dollaro. 


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Fonte: BONDWorld.it – Invesco Asset Management SA

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