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Outlook 2019: gli scenari meno probabili potrebbero essere i più premianti

Chi pratica uno sport sa bene che, dopo aver stabilito un record personale (ad esempio, battuto 6/0, 6/0 a tennis un avversario più forte o giocato una partita a golf sotto il proprio handicap), sarà più probabile realizzare una performance leggermente inferiore la volta successiva…..

Andrea De Gaetano – Analista Senior AAg Wealth Management


E viceversa. Stessa cosa sui mercati. In termini statistici è la regressione verso la media.

Per chi ha realizzato performance molto buone o molto cattive l’anno passato potrà aspettarsi l’opposto nell’anno appena iniziato.

“Ci risiamo?” pensano gli investitori dopo il rally dell’indice azionario italiano FTMIB, salito dell’8,11% da inizio anno e dell’indice S&P500, in positivo del 6.3%.

Memori del rally dei mercati di gennaio dell’anno scorso e del crash di febbraio che ne è seguito, l’attenzione è sui massimi. I repentini cambi di sentiment sono stati la bussola del 2018 e lo saranno anche nel 2019.

Ripercorrendo il 2018, eccessivo ottimismo e compressione della volatilità sono stati il seme del crash di febbraio 2018. Il ribasso che ne è scaturito (il più incisivo di sempre dopo un nuovo massimo di mercato) è stata la miglior opportunità di acquisto dell’anno.

La smisurata compiacenza sui BTP, dopo le elezioni italiane, ha generato una reazione ribassista altrettanto smisurata in maggio (senza che vi fossero particolari novità nei fondamentali): ne è seguita una fantastica opportunità di rimbalzo.

Stesso film sui BTP tra ottobre e dicembre. Il settore tech USA, divinizzato fino a settembre, è passato in tre mesi dal paradiso agli inferi (Apple scesa da 233 a 142 in 3 mesi).

Il crollo dei Treasury USA (che tanto ha spaventato i mercati a febbraio e a ottobre) è stata un’altra succosa opportunità di acquisto: i Treasury sono saliti di prezzo con conseguente discesa dei rendimenti, dal massimo del 3.26% del 9 di ottobre al 2.55% del 3 di gennaio 2019.

Il nuovo anno è iniziato, sulla falsariga del 2018, sorprendendo al rialzo.

Volumi sottili, molti operatori in vacanza, il flash crash di fine dicembre sull’azionario, e il flash crash sul cambio Dollaro/Yen e sul cambio Dollaro Australiano/Dollaro USA del 3 di gennaio sono state ottime opportunità di acquisto, da cui è scaturito il forte rimbalzo ancora in corso.

Anche i BTP, che avevano terrorizzato tutti a fine anno, stanno correndo forte.

Il percorso impervio del 2018 (l’anno si è chiuso molto peggio di come era iniziato) ha generato un esito controintuitivo.

Nel clima di euforia di inizio 2018, chi avesse dichiarato l’acquisto Titoli di Stato Giapponesi allo 0.08% di rendimento sarebbe passato per un maniaco depressivo.

Alla fine dell’anno ha avuto ragione. Nel 2018, gli unici investimenti che hanno registrato performance positive per gli investitori europei sono stati i cosiddetti safe heaven: Yen e Titoli di Stato giapponesi, Dollaro USA e Titoli di Stato americani, Bund Germania, OAT Francia.

L’apprezzamento del dollaro USA è stato l’àncora di salvezza che ha consentito di far chiudere l’anno in positivo, valutato in euro, all’indice S&P500, obbligazioni Investment Grade e High Yield USA (tutti in rosso, se valutati in dollari).

Anche il Peso messicano, contrariamente a ogni aspettativa e in beffa al muro desiderato da Trump, si è apprezzato nel 2018.

Il 2019 è iniziato con un forte cambiamento di prospettive sui tassi d’interesse: BCE colomba dopo drastico peggioramento dei dati economici europei, FED più cauta dopo la volatilità sui mercati di fine anno, profumo di QE che arriva dalla PBOC (banca centrale cinese) alle prese con il maggior rallentamento del PIL dal 1990.

Le due principali asset class di investimento, obbligazioni e azioni, che erano state colpite dal timore di un’accelerazione del ritmo di rialzi dei tassi, oggi stanno invece festeggiando.

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Andamento principali classi di investimento nel 2018, fonte dati Thomson Reuters, rielaborazione grafica AAg Wealth Management

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

Qui di seguito gli spunti che analizzeremo nelle prossime, strada facendo:

  • Prossimo appiattimento della curva dei rendimenti anche in Europa, sulle orme degli Stati Uniti
  • Recupero delle asset class meno performanti nel 2018 (Petrolio, EM, FTMIB, Euro, Cina, BTP lunghi)
  • Guerra commerciale, Brexit ed elezioni Parlamento Europeo catalist nella prima parte dell’anno
  • Fine mandato Presidente BCE Mario Draghi in ottobre, catalist della seconda parte dell’anno
  • Attenzione al “sentiment”: opportunità da momenti di eccessivo pessimismo o ottimismo
  • Attenzione al settore High Yield US e Investment Grade corporate bond: i rendimenti potrebbero salire e i prezzi scendere
  • Dare più importanza al percorso che alla meta: S&P500 e FTMIB hanno avuto oscillazioni superiori al 25% durante l’anno scorso.

Sul cambio Euro/Dollaro USA, ha poco senso preoccuparsi se a fine anno il cambio sarà a 1.14 o 1.16, differenza che sarebbe ammortizzata dal rendimento superiore al 2.5% in dollari. Sarà importante capire invece se il cambio salirà oltre 1.22 o sotto 1.09, area di oscillazione che riteniamo più probabile per l’anno.

Buona continuazione d’anno a tutti!

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Fonte: BondWorld.it

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