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JC Outlook della settimana. Quiete e attesa

Lasciamo alle spalle una settimana accorciata dal Ringraziamento e forse anche per questo particolarmente noiosa per gli operatori. Le borse rimangono vicine ai massimi pur senza un entusiasmo in grado di generare ulteriori accelerazioni..….


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Le curve dei tassi sono pressoché immobili, così come molti tassi di cambio e prezzi di commodities. La settimana entrante ha la possibilità di regalarci un po’ di volatilità mentre ci avviciniamo alla fine del 2013: il calendario prevede l’ECB e, soprattutto, i non-Farm Payrolls americani.
Se il dato sarà buono, diciamo intorno ai +200k, le probabilità che l’inizio della riduzione di acquisti di titoli (il famigerato ‘tapering’) venga annunciato già al FOMC del 18 dicembre saliranno in maniera significativa. In questo caso sarà un primo interessante test per la nostra idea di fondo: il ‘tapering’ avrà un impatto relativamente poco significativo sui mercati ora che la Fed sta riuscendo ad ancorare la parte a breve della curva allo zero con il messaggio ‘tapering is not tightening’.
La palla a questo punto tornerebbe di nuovo saldamente in mano all’economia e, con la Fed targata Yellen,affinché si torni a parlare di rialzi l’asticella sarà parecchio alta: presumibilmente l’economia dovrà essere in grado di mostrare un’accelerazione verso/sopra il 3% di crescita reale per almeno 12-18 mesi, dal 2% scarso attuale. Se abbiamo ragione lo scenario base rimane quello di mercati azionari supportati sulle correzioni, bond stabili così come molte valute, probabilmente qualche opportunità interessante su alcuni mercati emergenti. Rimaniamo più scettici sui mercati azionari europei rispetto agli Stati Uniti ora che il divario valutativo si è ridotto mentre le due economie restano a stadi di ‘deleveraging’ sostanzialmente diversi.

Dati macro. Una settimana intensa già entrata nel vivo con gli indici PMI manifatturieri, migliori delle attese in Cina e US, in linea nell’EuroZona (dove un pessimo dato spagnolo ha controbilanciato leggere sorprese positive in molti altri stati). US: indice ISM non manifatturiero (mercoledì), prima lettura della crescita GDP Q3 (giovedì), consumi e redditi personali e gran finale con i dati sull’occupazione (venerdì). EuroZona: indici PMI servizi, vendite al dettaglio e crescita GDP Q3 (mercoledì). Altro: vendite al dettaglio australiane e norvegesi (martedì), crescita GDP australiano, indice PMI servizi inglese e bilancia commerciale canadese (mercoledì),  bilancia commerciale australiana e indice PMI canadese (giovedì), CPI svizzero e dati sull’occupazione canadese (venerdì).

Banche centrali. L’attesa sarà soprattutto per l’ECB (0.25%, giovedì) dove però, dopo il taglio a sorpresa del mese scorso, è difficile ipotizzare nuove misure, specialmente a valle di dati sull’inflazione che non sono ulteriormente peggiorati nell’ultima recente lettura (Italia a parte). Proprio le previsioni su crescita e inflazione del dipartimento economico saranno guardati con attenzione dal momento che per la prima volta si estenderanno al 2015. Anche altrove i tassi sono attesi invariati: Australia (2.50%, martedì), Polonia (2.50%, mercoledì), Canada (1.00%, mercoledì), UK (0.50%, 375bio QE, giovedì), Norvegia (1.50%, giovedì), Messico (3.50%, venerdì).

UN GRAFICO CHE CI PIACE…

Più che un grafico… una mappa. Si parla sempre più spesso – si è iniziato un anno fa con le isole contese da Cina e Giappone (isole Senkaku) – della tensione crescente in quest’area. Una settimana fa la Cina ha unilateralmente richiesto che qualsiasi velivolo in ingresso nella zona del Mar Cinese Orientale debba identificarsi e rendere noto il piano di volo preventivamente per non rischiare di venir trattato come una minaccia o addirittura un nemico. Una situazione certamente pericolosa in una zona tra Cina, Giappone, Corea (e Taiwan), paesi tra cui spesso ci sono stati attriti anche importanti (per usare un eufemismo).

 

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