BondWorld.it
LENTE Minibond

PIL US Q3: revisione al rialzo da Consumi ed Investimenti fissi

Il dato preliminare del PIL di Q3 ha visto una revisione al rialzo del dato pubblicato con la stima advance più consistente delle attese, attestandosi al +2.5% qoq annualizzato dal 2.0% qoq annualizzato del dato advance e dall’1.7% del secondo trimestre dell’anno. Da segnalare le revisioni al rialzo più consistenti per i . …


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


consumi, rivisti al rialzo di 2 decimi, e per gli Investimenti Fissi, a 1.7% da 0.8%. In particolare, le revisioni al rialzo si sono concentrate nella parte degli investimenti in Equipment e Software, mentre sono stati rivisti al ribasso in maniera piuttosto consistente gli Investimenti in Strutture. Revisione al rialzo anche per Net Export (le Importazioni sono state riviste al ribasso mentre le esportazioni sono state riviste al rialzo), mentre le scorte sono state riviste al ribasso. Questa revisione al ribasso è una notizia positiva, perché il minor accumulo di scorte registrato in Q3 dovrebbe tradursi in maggiore accumulo nei prossimi trimestri, sostenendo quindi la ripresa a fine anno ed a inizio 2011. L’economia US continuerà a crescere al di sotto del proprio potenziale e sembra che ci vorranno alcuni anni per colmare l’ampio output gap accumulato durante la recessione. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione resterà ben al di sopra del NAIRU e le pressioni inflazionistiche (troppo) modeste. Proprio i timori di sviluppi deflazionistici dovrebbero essere stati il trigger fondamentale che ha fatto decidere al FOMC il varo di un nuovo programma di acquisto di asset (cosiddetto QE2).

Non ci aspettiamo un double-dip della recessione né una forte accelerazione della ripresa, ma una modesta e costante ripresa nei prossimi trimestri, sia pure non stellare. In particolare, dopo la revisione odierna, le nostre attese sono per una crescita di Q4 fra +2.0% e +2.5% annualizzato. Contemporaneamente, le pressioni inflazionistiche dovrebbero rimanere sotto controllo ed il mercato del lavoro proseguire la graduale ripresa in atto.

I consumi privati sono stati rivisti al rialzo contrariamente alle attese, a 2.8% qoqa da 2.6% qoqa precedentemente rilevato. La revisione al rialzo è stata concentrata nella componente di beni, sia durevoli (a 7.4% da 6.1%) che non durevoli (a 1.8% da 1.3%), mentre sono rimasti invariati i consumi di servizi. Il contributo alla crescita dei consumi nel loro complesso è dell’1.97% qoq annualizzato (da +1.79% qoq della stima advance e dal +1.54% finale di Q2). La crescita odierna dei consumi rappresenta il dato più elevato da Q1 2006 e suggerisce come i consumi privati stiano mantenendo un sentiero di crescita più consistente rispetto a quanto segnato fra fine 2009 ed inizio 2010. Al momento le nostre attese per i consumi in Q4 2010 sono per una crescita ancora complessivamente buona, di poco più debole rispetto a quanto visto nel terzo trimestre. Non possiamo infatti aspettarci accelerazioni consistenti a causa della situazione sempre difficile del mercato del lavoro.

Gli investimenti fissi nel loro complesso sono stati rivisti al rialzo, a 1.7% da 0.8%, con la revisione al rialzo concentratasi negli investimenti in Equipment e Software, a +16.8% qoqa da +12.0% qoqa. Rivisti invece al ribasso in maniera consistente gli Investimenti in strutture a -5.7% da 3.9%. Modesta revisione al rialzo per gli Investimenti Residenziali, a -27.5% da -29.1%. In Q4 ci attendiamo una crescita degli investimenti in accelerazione, soprattutto per un probabile minor drag dalla parte Residenziale e da quella in Strutture.

La spesa pubblica è stata rivista al rialzo, a 4.0% da 3.4%. Analizzando le sue sottocomponenti, abbiamo avuto una modesta revisione al rialzo nella spesa federale (a 8.9% da 8.8%), mentre è stata più consistente la revisione nella spesa State and local (a 0.8% da -0.2% ).

Il dato di Net Export ha visto oggi una revisione al rialzo di oltre 8 bln, a -506.7 bln da -514.9 bln, per un contributo alla crescita passato da -2.01% a -1.76%. Vi è stata una revisione al ribasso delle importazioni, passate da 17.4% qoqa a 16.8% qoqa, mentre le esportazioni sono state riviste al rialzo, a 6.3% da 5.0%, accentuando la revisione dell’import.

Il dato relativo alle scorte è stato al ribasso a 111.5 bln da 115.5 bln, rendendo meno significativo il loro contributo alla crescita (1.3% da 1.44%). Per i prossimi trimestri ci attendiamo ulteriore accumulo di scorte, sia pure moderato.

Il deflatore del PIL non è stato rivisto, confermando il dato advance a 2.3%, con pressioni inflazionistiche quindi sempre modeste. Invariati anche il PCE headline deflator, a 1.0%, mentre è rimasto invariato il core PCE deflator, a 0.8%.

 


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

Articoli Simili

GAM: E la curva si impenna…!?

Redazione

Mirabaud AM: Eurozona, la contrazione del quarto trimestre sarà modesta

Redazione

State Street: A novembre fiducia degli investitori in aumento di 10,6 punti

Redazione