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PIMCO: FED, prospettive più luminose

PIMCO. Questo pomeriggio la Fed rilascerà una nuova dichiarazione del FOMC e le proiezioni economiche.

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A cura di Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO


Ci aspettiamo un aumento significativo delle previsioni di crescita del PIL reale che si tradurranno in revisioni solo modeste al rialzo delle previsioni di inflazione core e un percorso di tassi ancora meno aggressivo di quello che il mercato sta attualmente prezzando. Prevediamo che la mediana delle aspettative per i tassi 2023 salirà allo 0,375%, ma solo di poco. Durante la conferenza stampa ci aspettiamo che il presidente Powell si appoggi alle previsioni di tasso del Summary of Economic Projections (SEP) per ancorare le aspettative del mercato per il tasso dei Fed Funds, ma che si fermi prima di usare un linguaggio che potrebbe essere interpretato come una guida basata sul calendario. Nel frattempo, non ci aspettiamo che la Fed si esprima sul Supplemental Leverage Ratio (SLR) alla riunione del FOMC, anche se potrebbe fare un annuncio prima della riunione.  Infine, è possibile un adeguamento dei tassi di interesse sulle riserve in eccesso (IOER), ma dovrebbe essere interpretato come un intervento di natura tecnica.

Dalla riunione del FOMC di dicembre, diversi sviluppi positivi hanno probabilmente portato i funzionari della Fed ad aggiornare le loro prospettive economiche. In primo luogo, i dati economici suggeriscono che l’economia è stata più resiliente del previsto di fronte a un’epidemia più grave di COVID-19 all’inizio dell’anno. In secondo luogo, da allora, il ritmo dei nuovi casi di COVID-19 e dei ricoveri è diminuito, mentre le vaccinazioni sono aumentate e, di conseguenza, diversi stati hanno iniziato a togliere le restrizioni. In terzo luogo, e più importante, la dimensione della spesa del governo federale per il COVID-19 è triplicata da 900 miliardi di dollari a 2.900 miliardi di dollari, aumentando la nostra aspettativa per il deficit federale a 3.500 miliardi di dollari, dai 2.300 miliardi di dicembre.

Questi cambiamenti dovrebbero contribuire a significativi aggiornamenti delle prospettive della Fed per la crescita del PIL reale e a revisioni al ribasso del tasso di disoccupazione. In effetti, ci aspettiamo che la previsione mediana del PIL reale del 2021 salga al 6,0% o al 6,5% (rispetto al 4,2% di dicembre) e che il tasso di disoccupazione venga rivisto al ribasso al 4,5% per il 2021. Gli aggiornamenti delle proiezioni per il 2022-2023 saranno probabilmente più modesti; tuttavia, ci aspettiamo che il FOMC preveda che il tasso di disoccupazione raggiunga il suo livello pre-pandemico entro la fine del 2023.

Analogamente alle nostre previsioni, non ci aspettiamo che le nuove prospettive di crescita della Fed si traducano in una significativa revisione al rialzo del percorso atteso dell’inflazione, anche se non escludiamo un piccolo (0,1 punti percentuali) superamento (2,1%) previsto nel 2023. Nei recenti discorsi, la leadership del FOMC ha enfatizzato le pressioni disinflazionistiche di natura secolare, tra cui il progresso tecnologico, e la piattezza della curva di Phillips per spiegare perché i mercati non dovrebbero dare per scontato che saranno veloci ad aumentare i tassi di interesse.

Nonostante il selloff che ha coinvolto tassi d’interesse, non ci aspettiamo di ricevere nuove informazioni sul bilancio. A differenza della BCE, che ha modificato il ritmo degli acquisti in risposta all’aumento dei tassi, crediamo che saranno probabilmente necessarie delle perturbazioni significative del mercato prima che la Fed annunci un’estensione della scadenza media ponderata o un aumento del ritmo degli acquisti.

In ogni caso, alla fine la Fed dovrà inviare segnali più forti riguardo ai suoi piani per gli acquisti di asset. Il FOMC ha detto che ha bisogno di vedere un progresso sostenuto verso i suoi obiettivi, prima di ridurre il ritmo mensile degli acquisti. Prevediamo che questa soglia sarà raggiunta alla fine del 2021 o all’inizio del 2022, e il FOMC inizierà a discutere i dettagli per la riduzione del programma verso la metà dell’anno in corso.

Fonte: BondWorld.it

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