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Retail sales di ottobre

Le vendite al dettaglio per il mese di ottobre mostrano un dato migliore delle nostre attese, salendo dell’1.2% mom dopo che il dato di settembre è stato rivisto modestamente al rialzo a 0.7% mom da 0.6% mom originariamente rilevato. …


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


Le sorprese nel risultato odierno sono riconducibili a contributi più sostenuti delle attese dalle componenti Auto, Gas Stations e Building Materials. Al netto della componente Auto il risultato è stato più debole, in rialzo dello 0.4% mom dopo il +0.5% mom registrato a settembre e rivisto oggi al rialzo da 0.4% originariamente rilevato. Positivo anche il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo anch’esso dello 0.4% mom dopo lo stesso risultato registrato a settembre, non rivisto oggi.

Il risultato odierno rappresenta una notizia rassicurante verso una ripresa dei consumi, che ci attendiamo in moderata espansione nei prossimi mesi, in possibile accelerazione dai dati deboli registrati quest’estate.

Su base tendenziale vi è un risultato stabile oggi, con le vendite al dettaglio che SALGONO del 7.3% dopo il 7.4% di settembre. Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo del 6.0% yoy, in accelerazione dal 6% yoy di settembre, registrando la massica crescita da aprile.

Un risultato più forte delle nostre attese viene oggi dalla componente auto, che registra un forte rialzo, anche più sostenuto di quanto implicato dal rialzo delle vendite di auto nel mese. Infatti, le vendite di auto ad ottobre hanno segnato un rialzo, a 9.3 mln da 8.8 mln per le domestiche e a 12.2 mln da 11.7 mln per le totali. Su base tendenziale le vendite di auto registrano una crescita del 14% dal 17.6% yoy di settembre.

In rialzo più in linea con le attese viene dalle vendite nelle Gas Stations, salite oggi dello 0.8% mom, mentre il prezzo della benzina nel mese è salito mediamente del 3.5% mom.

Un risultato più debole delle attese viene invece dalle vendite di General Merchandise (0.2% mom), in contrasto con l’andamento debole delle weekly sales durante il mese.

Le categorie housing related mostrano risultati misti, fra cui Building Materials registra un buon rialzo per il terzo mese consecutivo. Oggi registra, infatti, un rialzo dell’1.9% dopo il +1.3% mom di settembre. Si tratta di un segnale confortante nel senso di una stabilizzazione del comparto dopo la forte correzione seguita alla scadenza del Credito d’Imposta. In calo, invece, le componenti Arredamento, scesa dello 0.7% mom dopo il +0.2% mom di settembre, e la componente Elettronica, scesa dello 0.7% mom dopo il +1.4% mom di settembre, continuando a risentire in questo caso della fine del Credito d’Imposta.

Il Retail Control Group (Retail Sales ex auto ed ex building materials) risulta oggi in rialzo dello 0.3% mom dopo il +0.5% mom di settembre. Alla luce del dato odierno ci attendiamo un dato di Personal Spending ad ottobre in rialzo dello 0.6% mom in termini nominali. Prevedendo un deflatore in rialzo dello 0.3% mom, in linea con le nostre previsioni sul CPI di ottobre, ci attendiamo un  PCE in termini reali in rialzo dello 0.3% mom ad ottobre. Se questa previsione sarà verificata i consumi reali dovrebbe risultare in crescita fra il 2.5% e il 3.0% qoqa in Q4, per un GDP che al momento prevediamo fra 2.0% e 2.5%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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