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Retail sales di settembre

OROLOGIO 1

Le vendite al dettaglio per il mese di settembre mostrano un dato migliore delle attese, salendo dello 0.6% mom dopo che il dato di agosto è stato rivisto al rialzo a 0.7% mom da 0.4% mom originariamente rilevato ….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


Al netto della componente Auto il risultato è stato più debole, in rialzo dello 0.4% mom dopo il +1.0% mom registrato ad agosto e rivisto oggi al rialzo da 0.6% originariamente rilevato. Positivo anche il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo dello 0.4% mom dopo lo 0.9% mom di agosto, rivisto oggi al rialzo dallo 0.5% mom originariamente rilevato. Il forte rialzo odierno, unito alle forti revisioni al rialzo di agosto, rappresenta una notizia rassicurante, confermando come la ripresa americana, sia pure modesta, difficilmente rischi di trasformarsi in una ricaduta della recessione.
Su base tendenziale vi è un forte miglioramento oggi, con le vendite al dettaglio che salgono del 7.3% yoy dopo il 4.1% di agosto. Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo del 5.4% yoy, in modesta accelerazione dal 5.3% yoy di agosto.
Un buon rialzo viene oggi dalla componente auto, che registra una crescita dell’1.6% mom, ben più forte dell’aumento delle vendite di auto nel mese. Infatti, le vendite di auto a settembre hanno segnato un rialzo, a 8.8 mln da 8.7 mln per le domestiche e a 11.7 mln da 11.5 mln per le totali. Su base tendenziale le vendite di auto accelerano al 17.9% yoy dal -1.5% yoy di agosto, registrando il massimo da ottobre 2001, favorite da un effetto confronto molto favorevole (a settembre 2009 le vendite di auto erano scese del 12.6% mom).
Al contrario delle attese, a settembre sono state in rialzo le vendite nelle Gas Stations, salite dello 0.4% mom, mentre il prezzo della benzina nel mese è sceso mediamente dello 0.9% mom. Un risultato modestamente più forte delle attese viene dalle vendite di General Merchandise (0.0% mom), in contrasto con l’andamento debole delle weekly sales durante il mese, che hanno registrato modeste correzioni.
La componente Abbigliamento risulta in calo dello 0.2% mom, dopo il +0.5% mom di agosto. Le categorie housing related mostrano risultati positivi, fra cui Building Materials registra +0.6% mom dopo lo 0.5% mom di agosto. Si tratta di un segnale parzialmente confortante nel senso di una modesta ripresa del comparto dopo la forte correzione seguita alla scadenza del Credito d’Imposta. In rialzo anche le componenti Arredamento, salita dello 0.5% mom dopo il +0.3% mom di agosto, e la componente Elettronica, salita dell’1.5% mom dopo il -0.9% mom di agosto.
Il Retail Control Group (Retail Sales ex auto ed ex building materials) risulta oggi in rialzo dello 0.4% mom dopo l’1.0% mom di agosto, registrando il quarto rialzo mensile consecutivo.
Alla luce del dato odierno ci attendiamo un dato di Personal Spending a settembre in rialzo dello 0.3% mom in termini nominali. Prevedendo un deflatore flat mom, in linea con il dato del CPI di settembre, ci attendiamo un  PCE in termini reali in rialzo dello 0.3% mom a settembre. Se questa previsione sarà verificata i consumi reali dovrebbe risultare in crescita del 2.0% qoqa in Q3, per un GDP che al momento prevediamo fra 2.5% e 3.0%.

Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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