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Schroders: ecco come il debito infrastrutturale può proteggere dai tassi a zero

Schroders: Il contesto di tassi a zero ha avuto svariati effetti sull’andamento dei mercati, basta pensare all’esuberanza dei mercati azionari, che si trovano sui massimi, o al fatto che quasi un quinto del mercato high yield globale rende oggi meno del 2%.

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A cura di Jérôme Neyroud, Head of Infrastructure Debt, Schroders


Tuttavia, uno degli effetti più significativi di questo contesto è stato sull’universo di investimento di per sé, aprendo alcuni canali di investimento prima accessibili a pochi, in aree più specializzate.

Il debito infrastrutturale è una di queste. Si tratta di un’asset class relativamente recente, nata nel post-crisi dei debiti sovrani europei del 2011-12.

Fino ad allora il finanziamento del debito infrastrutturale era stato tradizionalmente appannaggio delle banche, ma l’inasprimento della regolamentazione bancaria ha limitato tali fonti di finanziamento, portando a un ampiamento del mercato dei deal privati di infrastructure debt.

Perché il contesto di tassi a zero pone meno rischi al debito infrastrutturale rispetto ad altre aree dell’obbligazionario? E dove si possono trovare le migliori opportunità?

Le armi del debito infrastrutturale contro i tassi a zero

Le infrastrutture sono essenziali per il funzionamento e la crescita dell’economia e possono essere finanziate attraverso l’azionario e l’obbligazionario.

Dal punto di vista del debito, gli asset delle aziende infrastrutturali (strade a pedaggio, aeroporti, ponti, ecc.) generano flussi di cassa di lungo termine, che finanziano i coupon e i principali pagamenti agli investitori nel debito emesso.

  1. Sensibilità ai tassi di interesse “su misura”

A livello di esposizione diretta al contesto dei tassi, la duration del debito infrastrutturale è limitata da diversi fattori.

Non è raro che questi strumenti includano una soglia minima contrattuale per il tasso di riferimento, spesso fissata a zero. Di conseguenza, più i tassi si muovono in territorio negativo, maggiore sarà la cedola effettiva che si potrà ottenere su questo particolare prestito (essendo la differenza tra i tassi di base e il margine ricevuto).

Gli investitori possono anche regolare la loro sensibilità ai tassi scegliendo sia il debito infrastrutturale a tasso fisso che variabile e variando il tenor (la durata del debito). In particolare, la durata del debito senior e junior è generalmente molto diversa. Il debito senior ha spesso una durata più lunga, mentre in quello junior tende ad essere più breve.

  1. Migliori spread e controllo del rischio

Il debito infrastrutturale ha un solido track record di rendimenti aggiustati per il rischio rispetto agli strumenti tradizionali.

In poche parole, a fronte di un rischio di default simile i rendimenti sono maggiori. Nel debito infrastrutturale junior gli spread dei rendimenti possono essere simili o inferiori rispetto al debito high yield, ma gli investitori si assumono circa un quarto dei rischi di default.

I maggiori rendimenti possono essere attribuiti al cosiddetto premio di illiquidità, che a nostro avviso dovrebbe essere chiamato più correttamente “premio di complessità”, dato che gli extra rendimenti non derivano solamente dal fatto di “bloccare” i capitali investiti.

Inoltre, il debito infrastrutturale non è incluso nei programmi di acquisto delle banche centrali e quindi non è esposto alla compressione degli spread guidata dal quantitative easing.

Focus sul Regno Unito

Diversi studi hanno dimostrato che l’Europa ha storicamente trascurato la manutenzione delle infrastrutture strategiche. Prima della crisi di Covid-19 i Paesi europei hanno affrontato gravi carenze di finanziamenti e in risposta alla pandemia sono stati proposti diversi pacchetti di stimolo focalizzati sulle infrastrutture.

Il Regno Unito resta il mercato infrastrutturale più significativo in Europa e riteniamo offra svariate opportunità. L’ondata di privatizzazioni nel Regno Unito tra gli anni ’80 e ’90 ha portato alla comparsa di aziende infrastrutturali regolamentate che forniscono servizi pubblici essenziali in una serie di settori.

Guardando avanti, gli investimenti infrastrutturali possono beneficiare di diversi target che il Paese mira a raggiungere, come la banda larga in fibra ottica su tutto il territorio nazionale entro il 2033, metà dell’energia fornita da fonti rinnovabili entro il 2030, l’investimento di £43 miliardi di finanziamenti per i trasporti regionali e il 100% di vendite di veicoli elettrici entro il 2030.

Stabilità e controllo

Il mercato del debito infrastrutturale offre diversi strumenti agli investitori, presentando rendimenti diversificati e mitigando il rischio. Per gli investitori nel reddito fisso tradizionale, il profilo di rischio-rendimento del debito infrastrutturale senior e junior è indubbiamente allettante e in questo contesto di tassi a zero crediamo che i benefici e l’interesse per questa asset class possano solo aumentare.

Fonte: BONDWorld.it

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