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Schroders: nuovi allentamenti da BCE e BoE, ma la recessione sembra inevitabile

Schroders: Dopo la reazione negativa dei mercati finanziari allo scorso meeting, la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di aumentare il suo pacchetto di stimoli nel tentativo di ripristinare la fiducia nei mercati……….

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A cura di Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist, Schroders


La presidente Lagarde ha trovato il suo bazooka

 Il commento della Presidente della BCE Christine Lagarde sul fatto che la banca centrale non fosse “qui per chiudere gli spread” ha scioccato gli investitori e dato il via a un sell-off ancora più profondo nei mercati azionari.

Forse ancora più importante è il fatto che anche i Titoli di Stato periferici sono entrati in sell-off (con rendimenti in crescita), aumentando il costo del finanziamento per governi e imprese e il rischio di assistere a una ripetizione della crisi del debito sovrano.

Il meeting di emergenza del Consiglio Direttivo della BCE nella notte del 18 marzo ha portato all’annuncio di un nuovo programma di acquisiti da 750 miliardi di euro (il 6,3% del Pil) denominato ‘Pandemic Emergency Purchase Programme’ (PEPP). Il PEPP finanzierà l’acquisto di titoli di Stato e bond corporate, sulla base del programma di acquisti già esistente (APP), fino alla fine della crisi del Covid-19, ma non prima della fine del 2020.

È stata concessa una deroga speciale all’idoneità delle obbligazioni per consentire l’acquisto dei titoli di Stato greci, dato che al momento non godono del rating investment grade. Presumibilmente, ciò è stato deciso pensando anche ai titoli di Stato italiani, dato che l’Italia è precariamente vicina a perdere il suo rating investment grade.

La BCE non è ancora pronta per abbandonare i limiti autoimposti sugli acquisti (non più di un terzo di qualsiasi emissione obbligazionaria), o per allontanarsi dal cosiddetto ‘capital key’. Quest’ultimo garantisce che la BCE acquisti bond in proporzione rispetto alle dimensioni delle singole economie, senza favorire uno specifico stato membro.

Tuttavia, la BCE ha suggerito che prenderà in considerazione la possibilità di cambiare questi vincoli, ma non è ancora pronta a farlo. Ha anche sottolineato che avrà una certa flessibilità nel breve termine per indirizzare gli acquisti verso certe classi di asset o certi emittenti, anche se alla fine dovrà comunque allinearsi al ‘capital key’ entro la fine dell’anno.

La BCE ha anche esteso il proprio programma di acquisti nel settore corporate (CSPP), includendo anche i commercial paper non finanziari, vale a dire obbligazioni societarie a breve termine con scadenza inferiore a un anno. Ciò le consentirà di finanziare meglio le società che non vogliono indebitarsi per un periodo di tempo più lungo.

Nel complesso, il nuovo pacchetto da 750 miliardi di euro della BCE si avvicina decisamente di più all’ordine di grandezza necessario per sostenere la fiducia degli investitori. Va notato che il PEPP si va a sommare ai 120 miliardi di euro annunciati nell’ultimo incontro e agli acquisti già programmati nell’ambito dell’APP di 20 miliardi di euro al mese. In totale, il programma di quantitative easing passa così da 60 a 350 miliardi di euro a trimestre.

Tuttavia, finché non vi sarà una garanzia esplicita che la BCE è pronta a fornire totale supporto all’Italia in caso fosse necessario un bail-out, continuerà a persistere il rischio di una crisi del debito. L’Italia è decisamente troppo grande per essere salvata usando solo i fondi e i programmi esistenti. I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono diminuiti dopo l’annuncio (con un conseguente aumento dei prezzi) ma rimangono molto più elevati rispetto a prima dell’inizio dell’emergenza.

La BoE ripristina il QE

Sebbene l’esito dell’ultimo meeting della Bank of England (BoE) sia stato migliore rispetto a quello della BCE, anche l’Istituto britannico ha deciso di annunciare nuove misure di emergenza in scia a un aumento dei rendimenti dei Gilt che ha provocato un inasprimento delle condizioni finanziarie.

La BoE ha deciso di fare seguito al taglio dei tassi di riferimento dallo 0,75% allo 0,25% con un’ulteriore riduzione allo 0,1%. A ulteriore dimostrazione del livello di urgenza, la banca centrale ha anche annunciato che riprenderà il QE, inattivo dal 2016. L’Istituto ha promesso di aumentare gli acquisti di 200 miliardi di sterline per un totale di 645 miliardi di sterline in un arco di tempo non definito.

Le azioni della BoE aiuteranno a spingere al ribasso i rendimenti obbligazionari, così come i costi di finanziamento per coloro che hanno sottoscritto dei mutui e per i mutuatari commerciali, contribuendo così a ridurre le probabilità di stress finanziario. Tuttavia, entrambe le azioni e quella della BCE non fermeranno la profonda recessione che ora si attende. La chiusura e l’isolamento di interi Paesi causerà probabilmente la recessione più grave dagli anni ’30.

Altre misure in arrivo?

Guardando avanti, continuiamo ad aspettarci che la BCE tagli il tasso sui depositi di 10 punti base. Inoltre, potrebbe aumentare ulteriormente gli acquisti di asset. Per quanto riguarda la BoE, altre riduzioni dei tassi sono improbabili, ma potrebbe certamente incrementare il QE.

Fonte: BONDWorld.it

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