Analisi Obbligazionarie

Sotto la lente: Spread nella morsa dei LTRO

europa bandiera b

Dopo il meeting della scorsa ottava l’attenzione degli operatori si è nuovamente riversata sulle prossime mosse di politica monetaria non convenzionali che la BCE potrà adottare. …

Il Presidente Draghi, nel ribadire che i tassi d’interesse resteranno bassi o inferiori ai livelli attuali per lungo tempo, ha infatti dichiarato come la stessa BCE sia pronta a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione per far fronte ai rischi che minano la stabilità. Tradotto, un possibile ricorso ad un nuovo programma LTRO, che sarebbe il terzo dall’inizio dell’era di Mario Draghi alla guida della BCE.

Andando a ritroso, i due programmi LTRO, acronimo di Long-Term Refi nancing Operation, sono serviti ai vertici dell’Eurotower per fornire liquidità alle banche europee, evitando così una crisi che avrebbe avuto enormi ripercussioni in un contesto già precario. E’ ormai palese come le stesse abbiano poi utilizzato tali fondi anche per acquistare Titoli di Stato, riuscendo così a riportare il mercato dei governativi su livelli di normalità, se non addirittura in bolla da ipercomprato.
L’esposizione del settore bancario sui governativi europei ha così aggiornato i massimi dal 2008 a quota 540 miliardi e il comparto si trova oggi in una situazione di pericoloso stallo, dal momento che da un lato gli stress test sul settore richiedono una minore esposizione proprio sui sovereign e dall’altro a breve bisognerà restituire le tranche prese a prestito. Ad alzare il livello di attenzione proprio su questa questione è stato ultimamente anche il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, che ha dichiarato come lo Stato Italiano avrà più diffi coltà a collocare i Titoli di Stato nelle aste quando le banche italiane dovranno restituire gli oltre 200 miliardi di euro dei fondi LTRO erogati dalla BCE.

Pertanto, ecco che il comparto dei titoli sovrani torna inevitabilmente nell’occhio del ciclone e in balia delle decisioni della BCE.  
In quest’ottica è doveroso tornare a monitorare lo spread di rendimento BTP/Bund che, anche operativamente, potrebbe tornare a muoversi in controtendenza rispetto al trend di decrescita che ne sta accompagnando i corsi da circa cinque mesi, trend che ha portato tale differenziale praticamente a ridosso dei minimi degli ultimi due anni e mezzo a quota 228 bp. Movimento dovuto in larga parte al progressivo aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi a fronte di una sostanziale stabilità, intorno area 4,1%, del decennale italiano.

In virtù anche dell’ormai comprovata relazione negativa rispetto ai movimenti dell’azionario, dovuta in larga parte all’utilizzo del decennale tedesco come strumento safe-heaven per eccellenza, nel breve termine le probabilità che possano verifi carsi  nuove pressioni rialziste sullo spread in oggetto potrebbero essere elevate, per cui anche in ottica di protezione di un portafoglio azionario, potrebbe avere senso aprire posizioni lunghe sul differenziale.

Di contro bisogna ricordare tuttavia come in una situazione di neutralità lo spread nel medio-lungo termine sia destinato a contrarsi, motivo per cui tali movimenti di breve termine potrebbero essere sfruttati per accumulare posizioni al ribasso. Per l’investitore privato che voglia entrare gradualmente in posizione, oppure semplicemente non intenda far ricorso al mercato dei derivati su tassi di interesse, per scommettere sull’andamento del differenziale di rendimento BTP- Bund, per non incorrere nei rischi di tenuta dei margini o dover effettuare i rollover di scadenze per posizioni di lungo termine, si segnala l’opportunità di utilizzare i Mini Future su tassi d’interesse targati RBS Plc con sottostante Bund e BTP future. Per la loro duttilità, i Mini Future su tassi di interesse si prestano a molteplici utilizzi in ambito di portafoglio, dall’hedge obbligazionario alla pura e semplice speculazione unidirezionale passando per lo spread trading.

Per strutturare l’operatività si consideri la loro frazionabilità, rispetto al nozionale del future (100.000 euro), che permette anche ai piccoli investitori di puntare sui movimenti del singolo titolo o dello spread rispetto alle differenti scadenze della medesima curva o come differenziale di rendimento di due differenti Paesi.
Focalizzandoci sullo spread BTP-Bund, per coloro che volessero mettere in atto una strategia volta a trarre profi tto da un allargamento dello stesso, vista la relazione inversa tra prezzi e rendimenti, l’operazione da compiere implica la contestuale apertura di una posizione in acquisto sul Mini Short BTP e sul Mini Long Bund.
Analogamente per chi intenda assumere una posizione ribassista nei rispetti dello spread BTP-Bund, dovrà posizionarsi sia su un Mini Long BTP che un Mini Short Bund. Da ricordare come per controllare un intero contratto future, caratterizzato da un nozionale da 100.000 euro, siano necessari 1.000 certificati.

Fonte: RBS

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