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Sovereign CDS: Settimana molto volatile per i CDS dei PIIGS

Settimana molto volatile per i CDS dei PIIGS che tuttavia chiudono il periodo senza eccessivi allargamenti. Al centro dell’attenzione…

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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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è stata (e sarà) l’Irlanda sulla quale si fanno pressioni per l’accettazione degli aiuti dell’Ue (si veda News of the Week, pag. 7) che hanno portato ad un restringimento di oltre 44 bp nella giornata di venerdì 12 novembre dopo aver toccato il livello record di 597,198 bp il giorno precedente. Settimana volatile anche per il Portogallo che ha collocato nell’ultima asta per il nodo a 6yr bond per 556 milioni di euro e quello a 10yr per 686 milioni. Sui bond a 6 anni il governo ha dovuto pagare rendimenti medi del 6,156% rispetto al 4,371% offerto nell’asta del 25 agosto scorso mentre sui titoli a 10 anni paga un interesse del 6,806% contro il 6,242% offerto nell’asta del 22 settembre. Gli sviluppi nella prossima settimana saranno in particolar modo legati alla decisione del governo irlandese di accettare o no gli aiuti proposti dall’Ue. Il Sovx WE ha sovraperformato il Ceemea di 4,193 bp.


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Tutti al capezzale Usa: sopravvissuti alle misure anti austerità, ravvivati dal pre-QE2 e anche dalle promesse della medicina… cinese

Republican lawmakers seeking to take back the House of Representatives in November are promising that tax cuts and a sharp cutback in government spending will revive the slumping US economy as part of their new “Pledge to America”.
(Financial Times del 23/9/2010)

Un accordo di non belligeranza sulle valute chiude un G20 che ha avuto come unico risultato il riportare una Governance stabile nell’IMF e rallentare la corsa alla svalutazione opportunistica del dollaro. L’Europa cederà due dei 9 seggi che compongono il Board dei 24 Directors (vedi grafico pagina 2) ma ancora non si sa chi ne farà le spese… Ma intanto il mercato si accontenta delle scommesse sull’annuncio della Fed del prossimo 2 Novembre sul QE2 e continua a scontare una manovra accomodante. Dalla guerra delle valute si passa a considerare gli effetti di una guerra commerciale in atto ormai da tempo e dai risultati decisamente sorprendenti, tanto da costringere Geithner ad un  pellegrinaggio in Cina con l’obiettivo di portare a casa un accordo soddisfacente ai lavori del prossimo G20, e possibilmente in aiuto all’Amministrazione Obama.

In vista dell’incontro di Seoul 11-12 novembre…

I due anni passati da Geithner nelle più prestigiose università in Cina, per migliorare il cinese imparato al Dartmouth College, e la sua specializzazione alla John Hopkins School in Economia Internazionale e Studi sull’Asia dell’est, non hanno insegnato molto al Segretario di Stato Usa più triste della storia americana. Dopo aver fallito più volte il braccio di ferro con i cinesi sullo yuan (+2.3% dall’inizio dell’anno); questa volta, al G20, Geithner tira fuori dal cappello la richiesta di un accordo per un limite al surplus (cinese possibilmente) del 4%, ovviamente respinta al mittente. I cinesi non si fanno forzare la mano e con gli altri Paesi BRIC ed il Giappone hanno fatto fronte comune. Geithner vuole un apprezzamento veloce dello yuan mentre i cinesi cercano segnali concreti dalla domanda interna con possibili nuovi interventi, vogliono portarsi avanti con le riforme strutturali, accelerare la crescita dei salari e liberalizzare i prezzi delle risorse, il tutto senza scossoni sulla divisa.

Geithner vola così in Cina per cercare un accordo valutario e per stabilire criteri sulle politiche di
bilancio da portare a Seoul. La sua strategia rischia però di forzare la mano dell’IMF, la cui mission è quella di riequilibrare e stabilizzare le economie globali, e non di intervenire criticamente sulle politiche nazionali dei Paesi DM.

Come ottimizzare il QE1 in attesa del QE2 a profusione…

Il QE2 ci sarà e sarà cospicuo (GS parla addirittura di 2 trld $!). L’obiettivo non sarà evidentemente solo la crescita economica, ma soprattutto la stabilizzazione dei mercati finanziari e dei consumi americani. I Treasuries restano ben sostenuti, soprattutto dagli investitori internazionali, al contrario del Bund che nelle ultime due settimane vede un ridimensionamento della correlazione e del differenziale verso il 10Y Usa. La situazione europea appare infatti molto diversa e da Wellink in avanti i falchi alzano la voce imbrigliando la BCE in una inazione sul mercato dei titoli, per la seconda settimana consecutiva.

Intanto Jp Morgan, una delle banche beneficiarie del Tarp, ha comprato il Fondo Gavea
Investimientos di Arminio Fraga, ex Governatore della Banca Centrale brasiliana. Certamente un
buon modo di ottimizzare i soldi dello Stato! A dimostrazione che le attività di investimento su
Corporates e quelle di M&A restano in un trend di crescita costante come effetto dello scenario
che vede tassi molto bassi e liquidità a disposizione di banche, hedge funds, assicurazioni e fondi sovrani. La fase di pubblicazione dei dati del terzo trimestre prosegue con risultati che nel 25% dei casi superano le più rosee aspettative. Inoltre, le nuove regolamentazioni favoriscono particolari segmenti della curva, come ad esempio le scadenze più brevi per le assicurazioni secondo il nuovo Solvency 2.

Le sfide di Obama che cerca di limitare i danni post elezioni mid term:

1) Il Tea Party. Con un documento di 21 pagine che mette la creazione di posti di lavoro come “the first and most urgent domestic priority”, i Repubblicani cercano di emulare Newt Gingrich con il suo “Contract with America”, lanciato nel 1994, e che gli permise di ottenere per il suo Partito il controllo del Parlamento, dopo decenni di controllo da parte dei Democratici. Nel documento un voto solenne per un taglio di 100 mld $ sul budget federale, la fine del controllo governativo di Fannie Mae e Freddie Mac (GSE), la cancellazione del TARP ed ovviamente una riscrittura della tanto discussa Riforma sulla Salute Pubblica.
Nancy Pelosi, leader dei Democratici al Parlamento taccia la “Promessa all’America” come un ritorno alle politiche fallimentari che hanno messo il Paese in ginocchio con la crisi subprime loans 2007-2009. Ne consegue il rianimarsi del dibattito elettorale che si allarga dai due maggiori partiti verso il neonato Movimento anti-governativo. L’arresto, la scorsa settimana, del giornalista Tony Hopfinger da parte delle guardie del corpo di Joe Miller, il candidato al Senato del Tea Party Moviment (diffuso in Alaska, Kentucky e Nevada), la dice lunga sul clima che vede fronteggiarsi i media (tranne Fox News!) con il Movimento che è considerato espressione delle élite liberali e che ha come icona Sarah Palin!!! Nulla di interessante per le elezioni del 2 Novembre, ma di costruttivo per la candidatura della Palin nel 2012, con una strategia mirata all’azione di disturbo del solito clima bipolare.

2) Il mercato immobiliare Usa. Dalle parole di Bernanke di ieri appare chiara la frustrazione per un mercato immobiliare che è ancora debole ed ha creato un aumento del livello di stress sul comparto mortgage che permarrà ancora per lungo tempo. Il rimando alla più complessa questione delle GSE (vedi news della settimana: Fannie Mae & Freddie Mac) è immediato. Lo scorso agosto sono iniziate le consultazioni sul futuro delle GSE, salvate dal Governo nel 2008, ed entro Gennaio 2011 le raccomandazioni finali saranno portate al Congresso. Il costo previsto per i cittadini Usa è calcolato in 363 mld di $ per la fine del 2013, e la cifra finale dipenderà proprio dall’andamento del real estate (ne son già stati spesi 148 mld $). Infatti, il maggior impedimento alla creazione di posti di lavoro resta ancorata a questo tema anche e soprattutto per ciò che riguarda la disoccupazione giovanile, ai massimi dal 1980 e con un ampliamento raddoppiato del divario storico tra diplomati e laureati.

Commercio internazionale DM/EM: la verità nei fatti.
Abbiamo già a lungo parlato nei precedenti settimanali di come le rotte del commercio internazionali, grazie agli ingenti flussi di capitali, stiano favorendo gli scambi tra Paesi EM a scapito di UE e Usa. E questa ne è l’ennesima riprova. Il miliardario indiano Ravi Ruia, padrone di un Gruppo da 15 mld di $, l’Essar Group, nell’ultimo anno e mezzo ha volato frequentemente in Africa concludendo diversi affari importanti: acquisti di miniere in Mozambico, raffinerie in Kenya e un call center in Sudafrica. Nel Meeting africano, tenutosi questo mese, ha partecipato il Presidente nigeriano ed altre acquisizioni son attese. L’Africa appare come l’India di 15 anni fa e dopo la grande evidenza data nei recenti incontri dell’IMF alle delegazioni africane, son molti i Paesi EM che hanno incrementato gli investimenti verso i nuovi “Black BRIC” africani. A conferma che, mentre il G20 balla il minuetto, il mondo EM si gioca l’ultima frontiera dello sviluppo globale scommettendo sull’Africa, dove casualmente la Cina fornisce più finanziamenti
della stessa World Bank!
Claudia Segre

P.S.: Il paradosso francese: Sarkozy come Luzhkov?

Gli scandali ed il silenzio durante i terribili incendi che hanno devastato le culture di grano russo minacciando Mosca hanno provocato lo storico siluramento del Sindaco di Mosca Luzkov da parte del presidente russo Medvedev, dopo 18 anni di regno incontrastato. Così le settimane d’inazione di Sarkozy verso le proteste popolari, nella speranze di una stanchezza fisiologica dei manifestanti, è risultata inaccettabile. Dopo una serie di scandali che avevano coinvolto il Governo, ora il fallimento sul dialogo sociale è evidente, con la disoccupazione che vola al 9.7%.

Ma qualcuno silurerà Sarkozy o spegnerà la sua pagina su Facebook? Gli scioperi son costati tra 250 e 400 milioni di euro al giorno, dice il ministro delle Finanze Lagarde e, secondo l’Ifop, il suo consenso è crollato al 29% (il più impopolare Presidente francese degli ultimi 50 anni). La prossima Presidenza del G20 passa in mano della Francia e sarà l’ultima occasione per cavalcare temi popolari, come la modifica dello status del dollaro Usa come divisa per eccellenza sulle riserve internazionali e le nuove regole globali per mercati finanziari. CDS FRANCIA 5Y 67/69 vs. GERMANIA 32/33 persisterà ancora a lungo.

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