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UBP fa il punto sulla crisi ucraina

Il fatto che il presidente ucraino, Viktor Yanukovich, abbia lasciato il Paese è una buona notizia per l’Ucraina, in quanto apre la strada a una soluzione politica della crisi. Infatti, i disordini sociali e le manifestazioni avvenute finora erano probabilmente il frutto del suo attaccamento al…


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A cura di: Zsolt Papp, Emerging Markets Fixed Income Investment Specialist di Union Bancaire Privée – UBP


potere e della sua leadership appannata. Inoltre, l’Unione Europea e il Fondo monetario internazionale sembrano ora pronti a offrire al Paese significativi aiuti finanziari.

1) La partenza di Viktor Yanukovich spiana la strada a una soluzione politica:
– Le elezioni presidenziali sono state programmate per il 25 maggio – nel frattempo sarà il presidente del Parlamento, Oleksandr Turchynov, a guidare ad interim il Paese
– L’obiettivo principale del Parlamento è quello di costituire un nuovo governo al fine di riavviare i negoziati con l’UE e l’FMI e di mantenere il dialogo con la Russia

2) Ue/Fmi/Usa sono pronti a fornire aiuti finanziari all’Ucraina:
– Secondo Elmar Brok, presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, l’Ue potrebbe essere pronta a fornire fino a 20 miliardi di euro
– Anche il commissario europeo Olli Rehn sostiene che l’aiuto dell’Ue si quantificherà in “miliardi” e non in “milioni”.
– Infine il presidente dell’FMI, Christine Lagarde, ha dichiarato che il Fondo fornirà assistenza finanziaria al Paese: i prestiti del Fondo saranno supportati dagli Usa, come riportato da Jack Lew, segretario al Tesoro Usa)

3) Il rischio di default del Paese è diminuito:
– Il rischio di default dell’Ucraina si è ridotto dopo che l’Ue si è detta pronta a fornire aiuti finanziari al Paese
– Le riserve valutarie in dollari, nel 2014, ammontano a 17,5 miliardi USD  vs pagamenti del debito estero di circa 7 miliardi USD (BERS, FMI, BEI e Eurobonds)
– La Banca Nazionale dell’Ucraina ha ribadito che la situazione di liquidità nel sistema bancario resta positiva. Per quanto riguarda le società attive nel Paese, monitoriamo con attenzione DTEK, che genera il 30% dell’energia elettrica nazionale e Metinvest, che produce il 45% dell’acciaio in Ucraina. Queste società sono profittevoli e generano flussi di cassa positivi, inoltre i parametri di leverage reggono bene il confronto con i competitors CSI. In caso di una forte svalutazione USD / UAH (-50%), e senza ulteriori controlli valutari imposti dal Governo, queste società dovrebbero essere in grado di far fronte  al proprio debito nel medio termine. I rischi di rifinanziamento sono dunque limitati nei prossimi 12 mesi. Inoltre, le aziende mantengono la flessibilità necessaria a ridurre la distribuzione di dividendi e le spese per al fine di preservare la liquidità.
Un altro titolo interessante è Ukreximbank. La banca è al 100% controllata dallo Stato. Ha un solido track record sotto diversi regimi politici ed è percepita come un rifugio sicuro dalla popolazione e dalle imprese. E’ ben capitalizzata (CAR circa il 26%) e sarebbe in grado di sostenere una svalutazione di circa il 20% degli asset in portafoglio, prima di violare i requisiti sul CAR nazionali e di Basilea. Ukreximbank ha liquidità a sufficienza per far fronte al proprio debito. Tuttavia, alla luce della forte esposizione ai titoli di stato e a Naftogas (32% degli asset per Ukreximbank), la banca dipende, alla fine, dalla capacità del Governo ucraino di ripagare il proprio debito. Ad ogni modo, il potenziale impegno finanziario dell’UE dovrebbe alleviare il rischio di credito sul fronte sovrano.

Fonte: BONDWorld – Union Bancaire Privée – UBP

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