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US: produzione industriale di settembre

La produzione industriale ha registrato a settembre una modesta correzione, di -0.2% mom dopo il +0.2% mom di agosto, non rivisto. Il dato di settembre risulta al di sotto della stima di consenso e rappresenta la minima crescita congiunturale ….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


da maggio 2009. Il dato segue comunque una striscia di rialzi piuttosto forti e rappresenta il primo calo negli ultimi 15 mesi, segnalando quindi solo una pausa momentanea nella fase di ripresa del comparto industriale. Con il proseguimento ripresa, inoltre, è tipico del ciclo economico una fase di rallentamento del comparto manifatturiero e di un contestuale maggiore rafforzamento del settore dei servizi. Su base tendenziale la produzione industriale ha registrato un rallentamento, a 5.4% yoy da 6.4% yoy di agosto.

Analizzando il dettaglio del dato emerge che due delle tre sottocomponenti principali hanno registrato una correzione, ovvero Manufacturing (-0.2% mom) e Utilities (-1.9% mom), mentre la componente relativa al Mining ha visto una crescita (0.7% mom). La modesta correzione del comparto manifatturiero risulta in linea con l’andamento delle ore lavorate nel settore, che a settembre hanno mostrato un calo di -0.1% mom. All’interno del comparto quasi tutte le componenti hanno mostrato un calo, ad eccezione della sottocomponente di Motor Vehicle & Parts, che ha registrato un rimbalzo di 0.5% mom (dopo il -6.3% mom di agosto). L’Assembly Rate è salito oggi di conseguenza a 8.0 da 7.9. Ex-auto la produzione manifatturiera ha registrato ugualmente un calo di -0.2% mom. Contributi negativi sono venuti quindi da Macchinari (-0.7% mom da -0.1% mom) e da Computer e Elettronica (-0.4% mom da 0.4% mom). Su base tendenziale la produzione nel settore manifatturiero ha rallentato a settembre a 5.4% yoy da 6.3% yoy di agosto.

Come già accennato, il comparto mining ha registrato una crescita dello 0.7% mom dall’1.6% mom di agosto. A livello tendenziale tale comparto ha mostrato un’accelerazione a 7.3% yoy da 6.8% yoy. Infine, il comparto Utilities ha mostrato una contrazione di -1.9% mom, frenato dai cali di entrambe le sue sottocomponenti, Electric (-2.0% mom) e Natural Gas (-0.9% mom). Su base tendenziale la produzione nel settore delle utilities ha rallentato a settembre a 2.7% yoy da 5.9% yoy di agosto.

Contestualmente, la capacity utilization ha registrato solo una modesta correzione a settembre a 74.7% da 74.8% di agosto, dato che è stato rivisto modestamente al rialzo dal 74.7% originariamente stimato. In particolare, la capacità utilizzata del comparto manifatturiero è scesa a settembre a 72.2% da 72.3% di agosto,  quella del Mining è salita a 87.8% da 87.3%, mentre quella delle Utilities è scesa a 79.4% a 80.9%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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