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US: reddito personale e consumi di ottobre

Il reddito personale ad ottobre ha registrato una crescita in termini congiunturali di poco più forte delle nostre attese, crescendo dello 0.5% mom con il dato di settembre rivisto oggi a 0% dal -0.1% mom originariamente rilevato. Il rialzo particolarmente consistente è imputabile sia alla componente salari che ai trasferimenti federali in seguito all’estensione dei sussidi di disoccupazione, che mostra il proprio effetto nella voce “Other Labour Income”. Ad ottobre, però, la dinamica dei salari è risultata piuttosto diversa nel comparto privato (dove sono stati in buona risalita) e in quello pubblico, nel quale sono saliti in maniera modesta a causa del venire meno dell’effetto Censimento. …


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


 

Su base tendenziale il reddito personale accelera oggi, a 4.1% yoy dopo il +3.7% yoy di settembre, beneficiando di un effetto confronto favorevole (ad ottobre 2009 era cresciuto soltanto dello 0.1% mom a causa della fine della quota cospicua dei trasferimenti alle famiglie ricompresi nel pacchetto di stimoli fiscali ARRA). Si tratta della massima crescita tendenziale da agosto 2008. La crescita dei salari (oggi +0.6% mom) segue generalmente la situazione del mercato del lavoro. Questo trend risulta confermato ad agosto, con gli weekly earnings destagionalizzati saliti dello 0.7% mom dopo lo 0.1% mom registrato a settembre. In termini tendenziali la componente wage & salary sale del 3.5% yoy dopo il 3.2% yoy di settembre.

Anche i trasferimenti governativi hanno contribuito in maniera sostanziale al forte rialzo odierno, come evidenziato in apertura. Infatti, oggi la voce “Other Labour Income” sale dello 0.6% mom. Sempre in termini nominali, il reddito disponibile è salito dello 0.4% mom dopo il +0.3% mom di settembre, evidenziando quindi come l’impatto degli sgravi fiscali stia diventando sempre meno consistente.

Oggi il tasso di risparmio è salito a 5.7% da 5.6%, riflettendo la crescita dei consumi più debole rispetto a quella del reddito nel mese. Si conferma comunque prossimo ai livelli degli ultimi mesi, quando ha trovato una certa stabilità oscillando nella fascia 5.5% – 6.5% dopo aver toccato il picco di 8.2% durante la recessione a maggio 2009. Si conferma quindi in risalita rispetto a quanto si registrava prima della recessione, a causa delle prospettive occupazionali ancora incerte. In generale, ci aspettiamo una stabilizzazione intorno agli attuali livelli nei prossimi mesi, prima di iniziare a vedere una risalita quando il reddito (ed il mercato del lavoro) miglioreranno in maniera più consistente.

Per quanto riguarda la dinamica del personal spending, il risultato di ottobre ha registrato una crescita in linea con quanto mostrato dalle vendite al dettaglio nel mese, crescendo dello 0.4% mom in termini nominali e dello 0.3% mom in termini reali, in accelerazione di un decimo rispetto ai risultati di settembre in entrambi i casi. In particolare, con riferimento al dato reale, si registra un rialzo oggi particolarmente consistente nella spesa per beni durevoli (2.2% mom), riflettendo l’incremento nelle vendite di auto (che hanno contribuito per i tre quarti al rialzo odierno della componente beni durevoli), mentre risultano in rialzo meno marcato i consumi di beni non durevoli (+0.2% mom, di cui i due terzi sono imputabili alla componente Benzina e altri beni energetici) e quelli di servizi risultano flat in termini congiunturali.

In termini reali, lo spending ha registrato una crescita di poco inferiore, 0.3% mom, con il deflatore del PCE headline in rialzo dello 0.2% mom, in linea con quanto implicato dal risultato del CPI di ottobre. In tal modo, il dato di ottobre apre il quarto trimestre in rialzo dell’1.9% annualizzato rispetto alla media del terzo trimestre, portando quindi nel quarto trimestre momentum sufficiente a garantire una crescita dei consumi su livelli vicini al 2.8% qoqa di Q3, per un GDP di Q4 che al momento prevediamo fra 2.0% e 2.5% qoqa.

Il deflatore del PCE headline registra un risultato in linea con quanto implicato dal CPI di ottobre, con una crescita dello 0.2% m/m, 1.3% y/y, che rappresenta la minima crescita tendenziale da ottobre 2009. Moderata anche la dinamica dell’inflazione core, con il deflatore del PCE core, la misura di inflazione utilizzata dalla Fed, flat mom. In termini tendenziali il PCE core deflator è sceso allo 0.9% yoy da 1.2% yoy, confermandosi ben al di sotto delle previsioni di longer run della Fed e giustificando una volta in più la decisione di varare un nuovo piano di acquisto di asset.


 

Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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