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USA. Il mercato del lavoro continua a marciare a pieni giri

USA. Il mercato del lavoro continua a marciare a pieni giri. Nel 2019 un rallentamento della dinamica occupazionale è inevitabile, ma non segnala un cambio di direzione, bensì una risposta attesa al rallentamento della crescita verso il potenziale e alla riduzione di risorse inutilizzate……

a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


– L’ employment report di marzo è particolarmente importante, dopo la debolezza registrata a febbraio.

Gli occupati non-agricoli a marzo aumentano di 197 mila, dopo due mesi estremamente volatili (+312 mila a gennaio, +33 mila a febbraio).

Gli occupati privati crescono di 182 mila (media a 3 mesi: 169 mila). Nell’industria, i segnali sono misti: manifatturiero, -6 mila (prima correzione in 2 anni), costruzioni, +16 mila, estrattivo, +2 mila.

Nei servizi, la variazione è di 170 mila, (media a 3 mesi: 148 mila), con crescita solida per sanità e istruzione (+70 mila), servizi alle imprese (+37 mila) e ospitalità (+33 mila).

Invece nel commercio al dettaglio gli occupati calano di -12 mila.

L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie, tipicamente volatile, cala di -201 mila (media a 3 mesi: -66 mila, media a 6 mesi: +113 mila).

– Il tasso di partecipazione corregge a 63% da 63,2% di gennaio e febbraio.

Il tasso di disoccupazione resta a 3,8%, vicino al minimo ciclico e sempre al di sotto della stima del tasso di più lungo termine (mediana Fed: 4,4%).

Anche il tasso di disoccupazione allargato (U-6) a individui marginalmente attaccati alla forza lavoro e occupati part-time per motivi economici, resta a 7,3%, sui minimi dal 2001, confermando la costante riduzione di risorse inutilizzate.

I salari orari aumentano di 0,1% m/m (+3,2% a/a), dopo 0,4% m/m di febbraio. Le ore lavorate sono in rialzo di 0,3% m/m, indicando crescita solida delle retribuzioni.

– Il mercato del lavoro è ormai in una fase matura, caratterizzata da eccesso di domanda e risorse disponibili in calo.

La moderazione della crescita del PIL rispetto al 2018 e la difficoltà a reperire manodopera riportata dalle indagini presso le imprese e dal Beige Book, dovrebbero ridurre la dinamica occupazionale nel 2019 rispetto a quella del 2018 (media 2018: 223 mila, media ultimi 6 mesi: 207 mila).

Una variabile cruciale per l’equilibrio del mercato del lavoro (e per i tassi Fed) sarà la partecipazione.

Con la partecipazione al 63% (media 2018: 62,9%), una crescita di occupati di 197 mila porterebbe il tasso di disoccupazione a 3% a fine anno, in area di potenziale surriscaldamento e di rischi di rialzo dei tassi.

Una crescita di occupati più moderata rispetto al dato di marzo sarebbe positiva per la sostenibilità della ripresa.

Per ora, le informazioni disponibili indicano che il mercato del lavoro resta un solido supporto per la crescita.

Fonte: BondWorld.it

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