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Weekly Corporate & Financial Monitor: negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla parte a breve

– Economia reale: negli Usa l’Ism non manifatturiero è salito ad ottobre a 54,3 da 53,2; In rialzo anche l’Ism manifatturiero a 56,9 da 54,4. A ottobre l’occupazione nel settore non agricolo ha segnato un aumento di 151.000 unità, superiore alle attese, rispetto alla variazione negativa di 41.000…


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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 registrata il mese precedente. Nello stesso mese il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 9,6%. In area Euro, in aumento il Pmi manifatturiero relativo al mese di ottobre a 54,6 da 53,7, mentre nello stesso mese diminuisce la componente servizi a 53,3 da 54,1. Rallentano le vendite al dettaglio di settembre all’1,1% a/a dall’1,3% di agosto. In Germania sale sia il Pmi servizi (a 56 da 54,9), sia quello manifatturiero (a 56,6 da 55,1). In Italia, il Pmi manifatturiero di ottobre è aumentato a 53 da 52,6 precedente, mentre nello stesso mese è diminuito il dato relativo ai servizi a 51 da 51,3.

– Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla parte a breve, mentre scendono i tassi a lunga con lo spread 2-10 anni passato a 216 pb da 226. Forte rialzo del tratto a 30Y. Durante l’ultima riunione, la Fed ha annunciato un nuovo piano di acquisto di Treasury da 600Mld$ entro fine giugno 2011, concentrato soprattutto sul comparto 5-10 anni, con un ammontare molto contenuto (4%) destinato alla parte a lunghissimo termine. In area Euro tassi in calo su tutta la curva con conseguente restringimento dello spread 2-10 anni tedesco a 150 pb da 153 precedente. Forti allargamenti degli spread sui titoli periferici. Particolarmente colpita l’Irlanda. Sul monetario ancora in rialzo l’Euribor tre mesi, fissato venerdì all’1,05%. La Bce e la BoE hanno lasciato i tassi invariati. Trichet ha dichiarato che eventuali modifiche alle misure non convenzionali saranno annunciate nella riunione di dicembre.

– Valute: settimana caratterizzata da un leggero deprezzamento del dollaro verso euro. Lo Yen vs $ resta in prossimità dei minimi dal 1995.

– Materie prime: settimana sostanzialmente positiva per le principali commodity. Positivi gli energetici, salvo il gas naturale. Nuovo record dell’oro, mentre l’argento è salito ai massimi da 30 anni. Nuovo record anche per il cotone.

– Borse: settimana sostanzialmente positiva per i principali listini mondiali, anche se soffre il comparto bancario. In Europa bene i settori delle risorse base, chimico, costruzioni ed energia. In calo invece il comparto retail ed i  tecnologici.  


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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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