BondWorld.it
Image default

Weekly Economic Outlook: In area Euro, la disoccupazione a febbraio tocca il 10,8%, quasi ai massimi di sempre

Economia reale: negli Usa, l’ISM manifatturiero di marzo sale a 53,4 punti dai 52,4, mentre l’ISM non manifatturiero cala a 56 da 57,3. Gli ordini di fabbrica di febbraio avanzano dell’1,3% m/m, leggermente sotto le stime degli analisti. …

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


 

Il tasso di disoccupazione di marzo scende a sorpresa all’8,2%, ma deludono i dati sui nuovi occupati nei settori non agricoli, saliti di sole 120.000 unità contro le 205.000 stimate. In area Euro, la disoccupazione a febbraio tocca il 10,8%, quasi ai massimi di sempre. Nello stesso mese le vendite al dettaglio flettono sia su base mensile che su base annuale (rispettivamente -0,1% e -2,1%). In Germania, indicazioni produttive negative a febbraio, con la produzione industriale che arretra dell’1% a/a (in forte calo il settore delle costruzioni), e gli ordini di fabbrica in calo del 6,1% a/a. In Italia, i PMI manifatturiero e servizi risultano entrambi in miglioramento a marzo ma si mantengono al di sotto della soglia che segnala contrazione. Il rapporto deficit/Pil è sceso al 3,8% dall’inizio dell’anno.

Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato in calo soprattutto sulla parte lunga della curva con lo spread 2-10Y in calo a 174pb da 188. In area Euro, tassi tedeschi in discesa sia sulla parte a breve che su quella a lunga con lo spread 2-10 poco mossi a 159. Mercoledì, la BCE nella sua consueta riunione ha mantenuto il tasso di riferimento all’1%. Durante la settimana allargamento dello spread Italiano vs Germania, salito in prossimità di 375 pb e di quello Spagnolo oltre 400pb. Sul monetario continua la discesa per l’Euribor a 3 mesi, che venerdì scorso fissava allo 0,766% ai minimi da giugno 2010.

Valute: l’euro si è deprezzato vs dollaro, arrivando vicino al supporto di 1,30 prima di risalire. Settimana di apprezzamento per lo yen sia vs euro che vs dollaro. Per un breve periodo l’€ è tornato sotto soglia 1,20 verso il franco svizzero.

Materie prime: settimana in altalena per le materie prime. Misti gli energetici, con il brent positivo ed il crude oil debole. Tra i metalli industriali bene nickel, piombo e zinco, male alluminio e rame dopo le preoccupazioni di un rallentamento dell’economia cinese. Misti gli agricoli, con cotone e cacao tra i peggiori.

Borse: negative le borse mondiali. Miste le borse emergenti e asiatiche, bene invece il listino messicano. In calo le borse americane che segnano la peggior settimana da inizio anno. Forte correzione ribassista in Europa; in sofferenza i titoli bancari e assicurativi. In controtendenza il settore healtcare.


Disclaimer

This analysis has been prepared solely for information purposes. This document does not constitute an offer or invitation for the sale or purchase of securities or any assets, business or undertaking described herein and shall not form the basis of any contract. The information set out above should not be relied upon for any purpose. Banca Monte dei Paschi has not independently verified any of the information and does not make any representation or warranty, express or implied, as to the accuracy or completeness of the information contained herein and it (including any of its respective directors, partners, employees or advisers or any other person) shall not have, to the extent permitted by law, any liability for the information contained herein or any omissions therefrom or for any reliance that any party may seek to place upon such information. Banca Monte dei Paschi undertakes no obligation to provide the recipient with access to any additional information or to update or correct the information. This information may not be excerpted from, summarized, distributed, reproduced or used without the consent of Banca Monte dei Paschi. Neither the receipt of this information by any person, nor any information contained herein constitutes, or shall be relied upon as constituting, the giving of investment advice by Banca Monte dei Paschi to any such person. Under no circumstances should Banca Monte dei Paschi and their shareholders and subsidiaries or any of their employees be directly contacted in connection with this information.

 

 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

Articoli Simili

La classica crisi dei mercati emergenti

1admin

Columbia Threadneedle Investments: Discussioni sul commercio e politica della Fed

Falco64

Candriam: volatilità e populismo dilagante, come si deve muovere chi investe in obbligazioni?

Falco64