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Weekly Economic Outlook: negli Usa tassi di mercato in forte rialzo; tassi in rialzo anche in area Euro

– Economia reale: negli Usa, a settembre il deficit della bilancia commerciale si è ridotto a 44 Mld $ dai 46,5 precedenti. Il dato preliminare di novembre relativo alla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan ha registrato una crescita a 69,3 punti dai …


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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67,7 precedenti. In area Euro il dato preliminare sul Pil del terzo trimestre ha evidenziato una crescita economica all’1,9% a/a, in linea con quella del secondo trimestre. Rallenta invece la produzione industriale nel mese di settembre al 5,2% a/a dall’8,4% di agosto. In Germania il Cpi di ottobre si è attestato all’1,3% a/a, invariato rispetto al mese precedente. La produzione industriale di settembre è scesa dello 0,8% m/m dal +1,5% precedente. Il dato preliminare relativo al Pil tedesco del terzo trimestre ha evidenziato un crescita dello 0,7% t/t dal 2,3% del trimestre precedente. In Italia, in calo la produzione industriale di settembre al -2,1% m/m dal +1,6% di agosto. Il dato preliminare del Pil relativo al terzo trimestre ha mostrato una crescita in rallentamento all’1% a/a rispetto all’1,3% del secondo trimestre.

– Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato in forte rialzo su tutta la curva con lo spread 2-10 anni salito a 229 pb da 216. Continua a salire il tratto a 30 anni che questa settimana ha toccato i massimi da maggio scorso. Tassi in rialzo anche in area Euro con lo spread 2-10 anni tedesco a 149pb. Forti allargamenti degli spread sui titoli periferici. Particolarmente colpita l’Irlanda, ma si è registrato un nuovo record anche per l’Italia vs Germania sul tratto decennale. Sul monetario l’Euribor tre mesi è rimasto pressoché stabile rispetto alla settimana scorsa a 1,049%.

– Valute: settimana caratterizzata dal marcato apprezzamento del dollaro verso le principale valute, con il cross verso euro sceso ai minimi da sei settimane.

– Materie prime: miste le principali commodity. Il petrolio in settimana è salito ai massimi da due anni per poi ritracciare. Ancora un nuovo record dell’oro, sopra quota 1420 $/oncia, poi tornato a scendere. Forte calo per zucchero e mais. Prese di profitto anche sull’argento dopo l’aumento dei margini sui future.

– Borse: chiusura in calo per i principali listini mondiali ad eccezione di quello nipponico. In Europa positivo il settore auto. In ribasso quasi tutti gli altri comparti, in particolare il real estate, il chimico e l’assicurativo.


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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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