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Weekly Outlook: Negli Usa il decennale scende ai livelli di metà ottobre.

Economia reale: negli States, in seconda lettura, il Pil annualizzato nel III trim. registra una crescita del 3,9% t/t, superiore al 3,5% t/t della prima stima. A novembre, raffreddano l’indice di fiducia dei consumatori (inaspettatamente a 88,7 p. da 94.1) e il Pmi Chicago (a 60,8 p.);…..


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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena


aumentano le richieste di sussidi di disoccupazione presentate nella settimana chiusasi il 22 novembre (313 mila unità). Ad ottobre, rimbalzano gli ordini (+0,4% m/m), sale la spesa per consumi (+0,2% m/m) e accelerano le vendite di case nuove (+0,7% m/m). Nell’Eurozona, sempre ad ottobre, la disoccupazione rimane invariata all’11,5% e a novembre, la fiducia economica registra un lieve incremento (a 100,8 p.). La stima preliminare del Cpi, a novembre, mostra ancora decelerazione (da 0,4% a/a a 0,3% a/a), e l’Ocse ne rivede al ribasso le stime per il 2014 (a 0,5%), per il 2015 (a 0,6%) e per il 2016 (all’1%). In Germania, novembre segna il primo rialzo negli ultimi 6 mesi dell’Ifo (a 104,7 p.) e il Pil domestico cresce nel III trim. dell’1,2% a/a (definitivo); a novembre, la disoccupazione resta al minimo storico del 6,6% e l’inflazione (preliminare) rallenta allo 0,6% a/a (dallo 0,8% di ottobre). In Italia, ad ottobre, la disoccupazione sale al massimo storico del 13,2%, e torna a salire l’indice Nic di novembre (+0,2% a/a preliminare); sempre a novembre, la fiducia delle imprese scende a 87,7 p.

Tassi di interesse: negli Usa il decennale scende ai livelli di metà ottobre. In zona Euro si è assistito a un calo generalizzato dei tassi a lunga, facendo registrare nuovi minimi storici nell’area. Il decennale tedesco ha toccato lo 0,7%. In Italia, il tasso a dieci anni ha invece raggiunto quota 2%, nuovo minimo storico. Sulla parte a breve, tassi generalmente stabili. In ribasso lo spread Btp-Bund, intorno i 133pb, minimo da 2 mesi. Stabile anche l’Euribor a 3m, che venerdì fissava lo 0,082%.

Valute: euro in apprezzamento verso tutte le principali valute. La valuta unica ha, infatti, guadagnato nei confronti del biglietto verde, con il cambio oltre quota 1,24. Debole lo yen, che si è riportato in prossimità dei minimi da 7 anni vs dollaro oltre i 118 punti. Sul comparto emergente, continua la fase di forte deprezzamento per il rublo, ai minimo storici. Negative anche real, rand e rupia.

Materie prime: settimana negativa per le materie prime tranne che per le agricole, in ripresa guidate dal rialzo di grano e cotone. Male le energetiche, spinte dal ribasso del petrolio che ha fatto registrare nuovi minimi dal 2010, con il brent vicino ai 70$/b. In lieve calo industriali e preziosi, con l’oro sotto i 1200$/oncia.

Borse: settimana positiva per tutte le borse mondiali, ad eccezione del listino londinese. L’S&P500 ha fatto registrare nuovi massimi storici. In lieve rialzo l’indice Stoxx 600, trainato dai settori auto e real estate. Negativi, invece, il settore energetico e retail.

Fonte. BondWorld.it

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